Non si vede un euro 'Bamboli' !
Chi pensava che Draghi ci avrebbe riempito le tasche di soldi a questo punto avrà capito come stanno le cose. I soldi – quando verranno – saranno quelli europei conquistati da Conte. Per adesso, invece, non c’è un euro, bamboli! Lo scostamento di bilancio da 32 miliardi fatto approvare dal precedente governo quasi due mesi fa è ancora in attesa del decreto Sostegni, e se anche lo si somma alla prossima “ricarica” da 15 o 20 miliardi annunciata con il Def, alla fine quello che riceveremo saranno briciole. Colui che ha salvato l’euro con il bazooka della Banca centrale (whatever it takes) per salvare l’Italia si sta limitando a un fiondino, mentre il perdurare della pandemia e adesso pure il blocco dei vaccini AstraZeneca imporrebbero uno sforzo immensamente maggiore. Conte, che i poteri forti hanno “schifiato” per puntare sul messia moltiplicatore di sieri e quattrini, solo con il decreto liquidità ha permesso alle banche di immettere nel sistema economico cento miliardi garantiti dallo Stato, e altri cento e passa sono arrivati tra cassa integrazione, bonus Covid e ristori.
Fake news, passi falsi e ritardi: ecco come nasce l'isteria su AstraZeneca
In attesa della valutazione dell’Ema attesa per giovedì, ripercorriamo la storia del vaccino. L’ultima parola dell’Ema arriverà giovedì. Per quella data, l’Agenzia europea per i medicinali pronuncerà la sua valutazione sugli eventi tromboembolici denunciati dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca nei Paesi europei. “Assicuriamo trasparenza”, ha detto Emer Cooke, direttore esecutivo dell’agenzia, ”È nostra priorità garantire la sicurezza del vaccino e comunicare i risultati”. “Trasparenza” è un aggettivo fondamentale per la narrazione di un vaccino che, sin dall’inizio, si è imbattuto in diffidenza. Il vaccino, di cui ripercorriamo adesso insieme la storia, presentava qualche punto percentuale in meno rispetto ai colleghi Pfizer e Moderna: una caratteristica che lo ha trasformato nel “non voluto”, nonostante, come ribadito da numerosi addetti ai lavori, si trattasse in ogni caso di una percentuale di tutto rispetto per il contrasto al covid. Le mancanze dell’azienda ci sono state: tra ritardi nella consegna delle dosi e una comunicazione incerta dopo i casi di trombosi, è aumentata la diffidenza tra chi dovrebbe ricevere il siero.
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Invece di allarmarvi, chiedetevi a chi conviene se il vaccino AstraZeneca viene sospeso
Scusate, non ci sono altre parole per dirlo: é una follia. Trentasette casi sospetti su 17 milioni di dosi certe, non sono nulla, è solo follia. Statisticamente non è nemmeno una grandezza rilevante. Sospendere un vaccino e scombinare un intero piano vaccinale pensato in un anno è follia. Pensare soltanto – con tutta la possibile solidarietà – a tre vittime sospette, e dimenticarsi delle quattrocento (anche oggi) che sono assolutamente certe è follia. Chiudere un paese con il lockdown e subito dopo rendere questo sacrificio inutile è follia. Prendere una decisione sull’onda della demagogia e del populismo – senza nemmeno commissionare una indagine aggiuntiva – è follia. Le conseguenze di questo atto sono sotto gli occhi di tutti: il cinquanta per cento dell’intero piano vaccinale europeo era fondato fino a ieri sulle forniture di AstraZeneca. E domani? Uccidere la reputazione di questo vaccino significa uccidere un piano vaccinale continentale. Adesso vi voglio dire una cosa semplice e dritta, e dovete farvi una domanda. Perché? A chi conviene tutto questo? Le sospensione di questo vaccino è una decisione che in un modo o nell’altro ha un unico effetto certo: favorisce degli interessi economici.
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Sostegni mignon. Draghi fa già rimpiangere Conte. Alle imprese andranno solo briciole. Il governo precedente (di Conte) fece di più.
L’ultimo comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate di gennaio sui contributi a fondo perduto informava che erano partiti i bonifici automatici per i ristori del Decreto Natale, più di 628 milioni di euro destinati ad arrivare direttamente sul conto corrente dei titolari di partita Iva interessati dalle restrizioni dirette a contenere l’emergenza sanitaria da Covid-19 durante le festività natalizie. Con questa ultima tranche – si legge – i contributi e i ristori che l’Agenzia ha complessivamente erogato dall’inizio della pandemia superano quota 10 miliardi, accreditati con 3,3 milioni di bonifici sui conti correnti dei beneficiari in automatico o sulla base di specifiche domande a seguito dell’approvazione dei decreti “Rilancio”, “Agosto”, “Ristori da uno a quater” e “Natale”. Facendo un calcolo alla buona, se si divide la somma di dieci miliardi per tre miliardi di partite Iva risulta che in media il ristoro elargito nel 2020 dal governo Conte sia stato circa di 3.000 euro. Un risultato più lusinghiero di quello elaborato dalla Cgia di Mestre. Che ha messo insieme vari dati per calcolare che ogni cittadino italiano ha ricevuto 1.979 euro dallo Stato per fronteggiare gli effetti negativi della pandemia contro una media dei paesi in area euro di 2.518 euro pro capite. Ma la Cgia ha messo tutto dentro: bonus economici, cassa integrazione, assunzioni/investimenti nella sanità, sospensione e taglio delle tasse, ristori, sussidi, contributi a fondo perduto. E non ha considerato i 32 miliardi di extra deficit autorizzati dal Parlamento a gennaio (leggi l’articolo). Secondo le ultime ipotesi, il governo Draghi, alla prova del suo primo provvedimento economico, dovrebbe destinare alla voce dei contributi a fondo perduto 12 miliardi di euro di sostegni per aiutare circa 2,8 milioni tra imprese e professionisti.
La Raggi porta i bilanci Ama in Procura. Svolta nell’indagine sul buco da 250 milioni scoperto dalla sindaca di Roma
Mettere fine alle voci di un possibile fallimento e dare nuovo slancio all’inchiesta della Procura di Roma sui bilanci sospetti di Ama. Con questa mission la sindaca della Capitale, Virginia Raggi, accompagnata dall’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, è tornata a piazzale Clodio per depositare gli atti approvati nei giorni scorsi dalla Giunta che riguardano la municipalizzata dei rifiuti. Tra questi documenti spiccano i bilanci 2017, 2018 e 2019, oltre al piano di rilancio e risanamento dell’azienda che, tra le altre cose, provano come la situazione economica dell’azienda è ora solida. Già il 17 febbraio scorso c’era stata una prima visita della prima cittadina a piazzale Clodio per parlare con i pubblici ministeri dei conti dell’Ama. In quell’occasione la Raggi spiegava: “Oggi è una giornata storica. In questi anni ci siamo rifiutati di approvare bilanci di Ama non veritieri. Abbiamo scoperto un buco da 250 milioni di euro fatto rubando soldi ai cittadini romani”. La stessa grillina spiegava il motivo per il quale si era recata in procura, raccontando di aver effettuato “un’operazione verità sulle nefandezze degli ultimi 15 anni che tutti quelli che ci hanno preceduto hanno fatto finta di non vedere. Abbiamo rimesso le mani nei bilanci a partire dal 2003”.
Mezza Italia in zona rossa. Da oggi 42 milioni di italiani in lockdown. Ecco quali sono le regole da rispettare
Scompare il giallo dalla mappa “a colori” dell’Italia nell’emergenza Covid. Da oggi restano solo regioni “arancioni” e “rosse”, con l’unica eccezione della Sardegna che resta in zona “bianca”. Passano in area rossa le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento. Questi territori si aggiungono a Campania e Molise, che erano già nell’area con le massime restrizioni, per un totale dunque di 10 Regioni e una Provincia rosse dove vivono complessivamente circa 42 milioni di Italiani. Con le zone rosse resteranno a casa quindi anche milioni di studenti, compresi i più piccoli delle materne. Tutte le altre Regioni saranno in area arancione per gli effetti del decreto legge approvato il 12 marzo. A scadenza della vigente ordinanza, la Basilicata sarà in area arancione, a seguito della rettifica dei dati completata stamattina da parte della Regione. Bolzano passa in arancione per effetto dei dati aggiornati relativi all’incidenza.
Botte all’Inps e il ritorno dei privilegi per i furbetti che intascano senza diritto bonus Covid, Reddito di cittadinanza, assegni di invalidità
La Toscana volta le spalle a Renzi. Approvata la mozione M5S contro l’Arabiagate. Hanno votato No Italia viva e Forza Italia. Astenuti Lega e Fdi. Il Pd si è spaccato: in 8 non hanno votato
Dura presa di posizione del Consiglio regionale della Toscana nei confronti del senatore Matteo Renzi, leader di Italia Viva. In pratica il parlamentino toscano prende le distanze dal recente viaggio in Arabia Saudita del senatore fiorentino. Vediamo cosa dice la mozione, presentata dal Movimento 5 Stelle ed emendata (con un certo imbarazzo dal Pd), approvata dal Consiglio a maggioranza: “Il presidente Eugenio Giani e la Giunta regionale della Toscana devono prendere le distanze da tutti quei paesi in cui vengono violati i diritti umani, tenute le donne in condizione di subalternità e devono dissociarsi dalle posizioni di plauso di Matteo Renzi, leader di Iv, al regime saudita, rinnovando l’adesione della comunità toscana ai principi di tutela delle libertà civili e politiche e ribadendo l’impegno della Regione Toscana sul tema dei diritti delle donne”. Ovviamente Italia Viva ha votato contro, insieme a Forza Italia. I consiglieri di Lega e Fratelli d’Italia si sono astenuti. Nel Pd otto non hanno votato: oltre a Giani e al presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, altri sei consiglieri dem non hanno votato.
Lazio verso la zona rossa, insieme a Friuli Venezia Giulia, Veneto e Piemonte
Lazio verso la zona rossa, insieme a Friuli Venezia Giulia, Veneto e Piemonte. Tutta l'Italia dovrebbe infatti essere tutta rossa e arancione, eccetto la Sardegna. Le Regioni dovrebbero cambiare colore, a causa dell'aumento dei contagi di Covid e la diffusione delle varianti, a partire da lunedì. Domani sarà diffuso il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità, che porterà all'adozione di nuove ordinanze da parte del ministro della Salute Speranza con il cambio di colore per alcune regioni. Con l’Rt a 1 si passa in arancione, con 1,25 in rossa. Se le previsioni saranno confermate rimarrebbero in giallo soltanto Valle d’Aosta, Calabria e Sicilia. L'Rt del Lazio dovrebbe infatti aggirarsi attorno all'1,3. Stessa situazione del Friuli. Queste regioni potrebbero passare in zona rossa da lunedì in base ai parametri che ufficialmente verranno resi noti nelle prossime ore, dei quali sono filtrate alcune indiscrezioni. L'indice Rt è uno dei dati che fanno scattare le misure previste per la zona rossa.
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Guido Rasi: "Astrazeneca è sicuro. Attenti agli effetti emotivi"
“Le reazioni avverse vanno considerate e valutate con estrema serietà anche per capire se ci sono eventuali provvedimenti da prendere” ed è “bene aver bloccato il lotto da esaminare”, ma “il vaccino AstraZeneca è un pilastro fondamentale della strategia contro Covid, al pari degli altri due di Pfizer e Moderna”. Il professore Guido Rasi non ha dubbi. Il vaccino dell’azienda biofarmaceutica anglo-svedese, attorno al quale si stanno addensando preoccupazioni e timori per l’eventuale correlazione, tutta da accertare, con alcune reazioni avverse, “è sicuro”, ripete l’ex direttore esecutivo dell’Ema, l’Agenzia Europea dei Medicinali. Diversi Paesi europei hanno bloccato un lotto del farmaco, non distribuito nel nostro Paese. L’Agenzia italiana del farmaco ha dal canto suo deciso di vietare un lotto delle dosi arrivate “in via precauzionale su tutto il territorio nazionale”.
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I ristori ancora non si vedono, ma c'è Draghi e va tutto bene
Per ora hanno cambiato il nome: non si chiamano più “ristori”, ora si devono dire “sostegni” e, quando si è saputo in giro, la pletora di adoratori di Draghi e del Governo dei Migliori ha lanciato gridolini di gioia. A volte basta poco, evidentemente. Però, che siano ristori o sostegni, la realtà dei fatti dice che di soldi per ora non ne siano arrivati: la crisi politica ha bloccato gli aiuti alle attività e alle imprese e da due mesi e mezzo (gli ultimi aiuti sono stati varati a dicembre) gli imprenditori si ritrovano senza aiuti nonostante le chiusure e, soprattutto, con la previsione di un’ulteriore stretta nei prossimi giorni. Sui ritardi, tra l’altro, si registra un curioso silenzio della Lega (e infatti molti elettori sono infuriati con Salvini per questo improvviso cambio di rotta), interrotto solo dalle parole del ministro al Turismo Massimo Garavaglia che annuncia (ma non era il governo “del fare” senza annunci?) una prossima “misura importante per la montagna”.
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Dpcm, decreti e fiducie. Draghi svilisce il Parlamento ma nessuno ha da ridire. Già tradito l’impegno di Supermario sulla centralità delle Camere. Ma il premier autoritario era Conte
Raggi sfratta Fratelli d'Italia dalla sede storica: "Morosi dal 1972"
(1 novembre 2017) Sgomberati i locali storici di Fratelli d'Italia. Il contratto di concessione è scaduto nel 1972 e il Comune ha agito di conseguenza. Ieri notte l'amministrazione di Roma Capitale attraverso un'operazione dell'Unità di Supporto della Polizia Locale presso il Dipartimento delle Politiche Abitative (U.S.D.P.), è rientrata in possesso dell'immobile di proprietà capitolina in via delle Terme di Traiano 15a, sede storica a Colle Oppio del partito romano di Giorgia Meloni. Secondo quanto annunciato dalla stessa sindaca Raggi in Assemblea capitolina, il contratto di concessione non sarebbe più valido da quasi mezzo secolo. "Abbiamo riscontrato una soluzione di morosità prolungata nel tempo, questi partiti si trovavano all'interno della sede comunale, mi viene un po' da ridere ma il contratto era scaduto nel 1972". "Uno scandalo a cui è stato posto fine - ha dichiarato l'assessore alla Casa e al Patrimonio Rosalba Castiglione - adesso l'immobile torna ai romani e potrà essere valorizzato in un'ottica di legalità, anche in considerazione del suo valore storico, sotto la sorveglianza degli organi di tutela. Ringraziamo le donne e gli uomini della Polizia Locale per la riuscita dell'operazione". "Andiamo avanti determinati - aggiunge - per porre fine allo scempio gestionale di cui il patrimonio immobiliare romano è stato vittima. Una situazione incancrenita che, come questo caso testimonia, affonda le sue radici anche in tempi altro che recenti. La strada è lunga, ma siamo decisi ad andare fino in fondo per ridare dignità e trasparenza all'utilizzo della proprietà pubblica dei cittadini romani".
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La Danimarca sospende il vaccino AstraZeneca, MA non ci sono prove di una correlazione tra alcuni episodi di coagulo e la somministrazione del vaccino.
L’Autorità nazionale danese per la salute ha sospeso in via precauzionale la somministrazione del vaccino AstraZeneca dopo la segnalazione di alcuni gravi casi di coaguli di sangue. È la stessa Autorità ad annunciarlo in un comunicato. Su questi casi sono in corso delle indagini per stabilire eventuali connessioni con la somministrazione del vaccino, ma al momento — chiarisce la stessa Autorità — non ci sono prove di una correlazione tra questi episodi di coagulo e la somministrazione del vaccino. «Siamo nel bel mezzo del più grande e importante programma di lancio di vaccinazioni nella storia danese. E in questo momento abbiamo bisogno di tutti i vaccini che possiamo ottenere. Pertanto, mettere in pausa uno dei vaccini non è una decisione facile. Ma proprio perché vacciniamo così tanto, dobbiamo anche rispondere con tempestività quando si é a conoscenza di possibili gravi effetti collaterali», afferma Soren Brostroem, direttore della National Health Authority. La sospensione durerà 14 giorni ed è decritta come misura precauzionale.
Bologna nella morsa del virus «Qui ormai la gente è sfinita Le altre ondate erano niente in confronto a questa»
Il capoluogo emiliano è in zona rossa da una settimana: i casi sono destinati a crescere ancora. Le ragazze e il drink in piazza Maggiore: cerchiamo di farci forza. «Le altre ondate erano niente in confronto a questa». Chissà domani, su che cosa metteremo le mani. In via D’Azeglio le luminarie con i versi di una delle canzoni più belle di Lucio Dalla sono sempre accese. Con la fatica che si fa ad immaginare un futuro qualunque e con il bisogno di consolazione che tutti ci portiamo addosso, anche solo guardarle è qualcosa che un po’ scalda il cuore. Alle 17 di un mercoledì di marzo ci passano sotto in tanti. E ci si sente quasi in colpa a pensare che forse sono troppi, per una città in zona rossa da una settimana, che pure fatica a contenere contagi al settanta per cento attribuibili alla variante inglese, una città assediata che si trova nel centro della regione più colpita da questa terza fase del virus, dove il direttore generale della Ausl Paolo Bordon chiede aiuto dicendo che i posti letto non bastano più, e per destinarne di nuovi al Covid servono anche nuovi medici, anestesisti e infermieri. Non importa come, non importa da dove. Perché le altre ondate, dice, «erano niente in confronto a questa». Eppure, è così.
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