“Il reparto Covid è pieno, a conferma dell’aumento di contagi che si è verificato nell’ultimo periodo. Oltre il 90% dei ricoverati non è vaccinato ed è una cosa difficile da capire: abbiamo un’arma potentissima per proteggerci e alcuni non la sfruttano”. Andrea Gori, direttore di Malattie infettive al Policlinico di Milano, racconta al Corriere della sera ciò a cui assiste tutti i giorni, quando lavora in ospedale: lo scetticismo di chi si è opposto all’iniezione anti covid, che non decade nonostante la malattia li colpisca duramente in prima persona. “Rischiano la vita, ma continuano a sostenere, peraltro senza alcuna motivazione scientificamente valida, la scelta di non vaccinarsi. Sono convinto che il Sistema sanitario possa gestire un’eventuale nuova ondata, ma davvero non ce la meritiamo. E il bello è che esistono gli strumenti per evitarla. L’atteggiamento dei No vax non ha giustificazioni”.
Lavoro sottopagato, le storie/2 – “Prima chiamate occasionali per 10 euro l’ora in un supermarket, poi il fisso a 500 euro al mese”. “Stage di 10 mesi a 3 euro l’ora: mi sono ammalato e ciao”
Le testimonianze inviate dai lettori che hanno partecipato alla nostra campagna. L'emergenza del lavoro sfruttato riguarda tutti i settori, dalla ristorazione alla logistica passando per grande distribuzione, pulizie e servizi professionali. Continuate a mandare le vostre segnalazioni a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Alex: "Pulizie per 8 ore al giorno e 350euro al mese". Milena: "Ho fatto il tirocinio di 200 ore (a 0 euro) con la promessa del contratto, ma poi tanti complimenti e nessuna chanche". Silvia: "Prova gratuita di una settimana, poi il lavoro non è arrivato e al mio posto sono arrivati altri ragazzi sempre in prova, così il datore non paga mai". L’impiego occasionale a chiamata (10 euro all’ora) che man mano che le ore aumentano diventa contratto fisso a 500 euro al mese per 6 giorni alla settimana su 7. Lo stage infinito (10 mesi a 3 euro all’ora per almeno 11 ore di lavoro) che finisce quando il neolaureato si ammala. Il posto nell’impresa di pulizie per 8 ore al giorno e 350euro al mese (spese escluse). Il tirocinio gratuito nell’azienda alimentare con la promessa di contratto, ma poi scade il praticantato e addio contratto. Oppure la prova gratuita di una settimana nell’organizzazione di eventi, ma dopo sette giorni (e soldi spesi per raggiungere il posto di lavoro) ecco che inizia la prova di un altro candidato, con il risultato che il datore di lavoro non paga mai nessuno.
COMUNALI, MELONI: A ROMA È EMERGENZA BUCHE, COINVOLGERE PRIVATI PER SISTEMARE STRADE. (del 12 Aprile 2016)
«A Roma ci sono stati più di 700 incidenti nei primi tre mesi del 2016 per colpa di buche e voragini. È un’emergenza che ogni giorno mette in pericolo la sicurezza dei romani. Se sarò eletta sindaco la manutenzione stradale sarà la mia priorità assoluta. Le mie proposte sono: tutti i soldi disponibili devono essere destinati a tappare buche e voragini; bisogna coinvolgere i privati per aiutarci a sistemare le strade in cambio di pubblicità; il Comune deve fare appalti pubblici trasparenti e controllare che i lavori vengano fatti come si deve». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
Articolo da fratelli-italia.it del 12 Aprile 2016, 3 mesi prima delle elezioni comunali.
E' QUELLO CHE HA FATTO VERAMENTE, E NON A PAROLE, LA SINDACA RAGGI. E CON ONESTA'.
Le buche di Roma e il buco di bilancio. Il sindaco Alemanno aveva promesso...
I romani lo sanno: le strade della capitale sono piene di buche. In città si contano quattrocentoquarantotto (448) black point, punti pericolosi per motociclisti e automobilisti. Il sindaco (Gianni Alemanno, di destra PdL, sindaco di Roma dal 28 aprile 2008 all' 11 giugno 2013) aveva promesso di risolvere il problema delle buche di Roma “entro il 2012”. Così non è stato. La storia delle eterne buche di Roma. Un duro J’Accuse arriva da Alessandra Mussolini, protagonista suo malgrado della pericolosità delle buche. La sua macchina – con figlio a bordo – stava per essere ingoiata da una voragine in via Spallanzani accanto a Villa Torlonia. “Poteva andare molto peggio. Che vergogna. Il sindaco venga a farsi un giro a vedere le strade di Roma” denuncia la deputata Pdl che ha anche bloccato un autobus del trasporto pubblico per evitare che finisse nella voragine con tutti i passeggeri. Alemanno si difende così: “C’è una grande carenza di soldi, è vero. Il patto di stabilità ci impedisce di fare investimenti anche per le manutenzioni straordinarie. Servono 200 milioni all’anno per tre anni”.
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Roma e le eterne voragini: "Colpa (anche) del buco in bilancio". (RomaToDay.it del 19 ottobre 2012)
La continua apertura di voragini per le strade della capitale sta emergendo come problema reale. Santori: "Interventi troppo costosi, serve più prevenzione". Roma città eterna? Sì, se sopravvive alle voragini. Due auto inghiottite dall’asfalto, una conduttura rotta, i lavori ancora in corso e la strada chiusa da un mese. Siamo nel VI Municipio, in via Augusto Dulceri, dove lo scorso 10 settembre si è aperta una voragine di 10 metri per 12 che ha letteralmente risucchiato due automobili. Ma siamo un pò in tutta la città, e il caso del Pigneto non è poi così eclatante se si pensa che a Labaro, in via Comparino, una ‘piaga’ simile per dimensioni è aperta da due anni, che i residenti ancora aspettano un intervento, e che nel mezzo ci si è messo anche il Tar.
L’apertura di crepe nel manto stradale, con ripercussioni su funzionamento dei sottoservizi (fogne, rete elettrica, gas, linee telefoniche), viabilità, mobilità, raccolta dei rifiuti, sta diventando un problema reale. Premesso che per apprezzarne l’entità basta un giro rapido sulle strade, a testimoniare l’ “emergenza voragini” contiamo anche sui numeri.
Slalom tra buche, dossi e allagamenti. A Roma nel 2012 oltre 100 segnalazioni (da Repubblica del 21 gennaio 2013)
Il monitoraggio di Voragini.it, sito che raccoglie i dati sugli sprofondamenti urbani. Nel 2012 sulle strade della capitale impressionante aumento delle voragini: se ne sono aperte ben 72. Manutenzione nulla, prevenzione insufficiente: un'emergenza sottovalutata. Sono state ben 72 - a fronte delle 44 del 2011 (+61%) - le voragini di consistente diametro e profondità (non dunque semplici "buche" stradali) rilevate nel corso del 2012 sulle vie di Roma. A queste si aggiungono 28 "altri dissesti" (allagamenti, avvallamenti e cedimenti) per un totale complessivo di 100 segnalazioni. E' quanto emerge dal monitoraggio svolto dal sito Voragini.it, nato per documentare i sempre più frequenti eventi di apertura di Sinkhole (voragini e sprofondamenti di origine antropica) che si verificano nella Capitale e nelle altre città italiane. Obiettivo del sito è quello di far conoscere la gravità del fenomeno, per convincere le istituzioni a prenderne coscienza e adottare le dovute misure di studio e manutenzione del sottosuolo urbano, per prevenire dissesti che possono provocare gravi tragedie con danni e vittime. STATISTICHE: I Municipi di Roma con maggiore frequenza di voragini nel 2012 sono stati il XVI (Monteverde) con 14 segnalazioni, il XVIII (Aurelia) con 12, il XIX (Monte Mario) con 9 e il VI (Prenestino) con 7. Seguono con 5 segnalazioni il Municipio I (centro storico) e il Municipio XIII (Ostia); poi con 4 segnalazioni il Municipio II (Parioli), con 3 segnalazioni i Municipi V (Tiburtina) e IX (San Giovanni), con 2 segnalazioni i Municipi III (Nomentano), XV (Portuense) e XX (Cassia); infine con una segnalazione i Municipi IV (Montesacro), VII (Centocelle), VIII (Tor Bella Monaca) e XVII (Prati).
Come nasce lo scandalo dei rifiuti a Roma, e a chi conviene. (Raggi sindaca dal 22 giugno 2016)
Quest’articolo parla di un’emergenza che forse è solo una questione annosa ma non irrisolvibile, di una politica che spesso fa proclami invece di accompagnare processi complessi, di un argomento per nulla semplice da capire come la gestione dei rifiuti su cui però è bene farsi una propria idea accurata perché ci coinvolge tutti, di una grande buca esistente fino a tre anni fa e che permetteva di fingere che tutti questi problemi non ci fossero.
"Voragini e buche, continua a cedere il suolo di Roma" da Corriere della Sera Cronaca di Roma del 25 gennaio 2012
Nel 2011 sono state 35, il 2012 ha ceduto l'asfalto in via di Santa Seconda. Tra i quartieri più colpiti Casalotti e Trieste-Parioli. In organico un solo geologo. E' di nuovo allarme voragini nella Capitale. Il suolo cede, le strade si aprono e il rischio di incidenti aumenta. E un solo geologo a fronteggiare l'emergenza. La prima segnalazione del 2012 viene dalla zona di Casalotti. Qui, il 9 gennaio, si è aperta una voragine che ha inghiottito l'asfalto di via di Santa Seconda. Proprio il quartiere Aurelio si è guadagnato, lo scorso anno, il triste primato delle strade-groviera. Secondo il monitoraggio realizzato dal sito Voragini.it delle 35 buche di consistente diametro e profondità segnalate a Roma nel 2011, ben 5 si sono aperte nel XVIII municipio. Prima Foto: Voragine in Via Fani (foto Proto)
CENTRO STORICO - Tra i municipi più colpiti anche il quartiere Trieste-Parioli (4 voragini), il Centro Storico della Capitale e la zona di Ostia (entrambi con 3 segnalazioni). Una sola persona è rimasta ferita per il cedimento dell'asfalto sotto i suoi piedi: si tratta di un'anziana caduta lo scorso 21 giugno in una buca sul marciapiede di via Gran Paradiso e ricoverata in ospedale per i traumi riportati. Ma anche cinque macchine sono state inghiottite, tra cui anche un camion sprofondato in via dei Promontori il 20 ottobre e un furgone semi-sommerso in via di San Michele il 10 novembre.
GRANDI VORAGINI - Dure le conseguenze anche per il traffico. Le voragini più profonde hanno comportato il blocco delle strade: l'8 aprile in via di Novella (rimasta chiusa sino al 29 luglio), via Bevagna (strada chiusa da luglio a settembre) e in via Lanciani (tratto di strada chiuso a luglio e ancora interdetto).

IL MONITORAGGIO - Il monitoraggio - aperto alle segnalazioni degli utenti alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - vuole documentare i sempre più frequenti Sinkhole (voragini e sprofondamenti di origine antropica) che si verificano nella Capitale al fine di convincere le istituzioni della necessità delle dovute misure di studio e manutenzione del sottosuolo urbano. Leggendo i dati, però, sembra che l'emergenza voragini della Capitale sia sottovalutata. E la prevenzione, purtroppo, è carente.
UN SOLO GEOLOGO -. «Basta ricordare che attualmente Roma ha un solo geologo in organico per tenere sotto controllo gli oltre 1.285 chilometri quadrati di territorio - si legge nel rapporto - Altri quattro geologi arriveranno dal concorso in svolgimento, la cui prima prova scritta è in programma il prossimo 23 febbraio 2012 (in lizza ci sono quasi un migliaio di candidati)».
25 gennaio 2012 ore 17:29
La galassia delle feste neofasciste. Quattro giorni di kermesse, presenti anche esponenti di Lega e Fratelli d'Italia
Quattro giorni di feste neofasciste. Con ospiti esponenti di Lega e Fratelli d'Italia. Continua l'asse tra i partiti sovranisti e la galassia dell'ultradestra. E continua sul territorio, dove si costruisce il consenso e si cementano rapporti e sponde in vista delle prossime sfide elettorali. Ad aprire le danze è la festa nazionale di CasaPound, quattordicesima edizione, a Grosseto. Da ieri i "fascisti del terzo millennio" sono radunati in Maremma per "Direzione rivoluzione": una quattro giorni di conferenze, dibattiti, spettacoli e concerti sotto lo slogan "Tornare potenza". Tema portante della kermesse è il tema "Europa". Al dibattito clou "Europa: quale futuro?" - domani alle 15 - tra gli ospiti figurano i parlamentari leghisti Mario Lolini e William De Vecchis (senatore), e Vincenzo Sofo, passato recentemente dal partito di Matteo Salvini a Fratelli d'Italia. La festa prevede banchetti dove si potrà firmare per il Referendum sulla giustizia promosso dalla Lega e per la libertà sui vaccini e contro il Green Pass,
Sempre più soldi parcheggiati sui conti correnti. Così ogni anno gli italiani regalano 15 miliardi di euro alle banche
Il valore dei conti correnti non vincolati di famiglie e imprese ha ormai superato i 1.500 miliardi di euro e continua a crescere da 5 anni. Sono remunerati da almeno 5 anni a zero e di fatto sono il grande regalo da 15 miliardi l’anno degli italiani ai conti delle banche. Ormai il ritmo è di 10 miliardi di euro, poco più poco meno, ogni mese che passa. È il flusso dei depositi sui conti correnti in banca di imprese e famiglie italiane. Un flusso imponente senza sosta che dura da anni e che il Covid non ha fatto che aumentare. Quel profluvio di denaro liquido, che gli italiani affidano sui conti detenuti dalle banche, viaggia a ritmi vicini al 10% annuo e ha portato lo stock di risorse parcheggiate nei forzieri degli istituti a cifre che si avviano a valere il Prodotto interno lordo annuo dell’intero Paese. A giugno 2021, secondo l’ultima statistica di Banca d’Italia, le famiglie italiane avevano depositato sui conti correnti 1.131 miliardi, 64 miliardi in più rispetto a giugno del 2020. Le imprese d’altro canto, per esigenze di tesoreria, avevano sui conti correnti sempre a giugno di quest’anno 392 miliardi, 60 miliardi in più rispetto a 12 mesi prima. In totale tra famiglie e imprese giacciono su conti correnti ordinari oltre 1.500 miliardi di euro. Una massa di denaro fermo, eroso prima o poi dall’inflazione, e soprattutto a costo zero per le banche.
Travaglio: Il giuramento di Ipocrita
Diceva La Rochefoucauld che l’ipocrisia è la tassa che il vizio paga alla virtù. Infatti ormai è l’unica tassa che nessuno evade. Una specie di Green Pass obbligatorio per fare politica. Ipocrita Conte che attacca i due decreti Sicurezza del suo ex ministro dell’Interno Salvini senza fare autocritica: il premier che li avallò era lui. Ma ancor più ipocrita chi seguita a definirli fascisti e incostituzionali, scordandosi che a firmarli fu Mattarella (sono “decreti del presidente della Repubblica”, senza il quale non esistono). Super-ipocriti Salvini e gli altri leghisti che nel 2018 elogiarono e votarono in Parlamento il Reddito di cittadinanza e ora ne reclamano a gran voce l’abolizione. Per non parlare del Pd che, più a destra della Lega, riuscì financo a votare contro il più massiccio intervento mai visto contro la povertà, e ora lo difende senza una parola di contrizione per quel No che avrebbe potuto affossarlo. Maxi-ipocriti i giornaloni che continuano a menarla su Conte per aver detto ciò che ora ripetono tutti i leader e gli osservatori con la testa sul collo: bisogna trattare coi talebani (e con chi, se no, visto che sono l’unico potere rimasto a Kabul: con mia zia?) e coinvolgere Russia e Cina (se lo dice SuperMario è un genio della geopolitica, se lo dice Giuseppi è un servo di Mosca e Pechino).
È ufficiale: qualcuno sta spacciando sostanze psicotrope tagliate male
È ufficiale: qualcuno sta spacciando sostanze psicotrope tagliate male nel mondo dell’informazione. Ieri mattina chi s’è affacciato all’edicola è subito corso a barricarsi in casa alla notizia che il Paese, peggio dell’Afghanistan, è sotto il dominio pieno e incontrollato delle orde No Vax e No Pass, pronte ad assaltare treni e stazioni. “Follia No vax, è caccia all’uomo”, “Allarme per gli assalti in 54 stazioni: ‘Pronti a bloccare il traffico ferroviario’”, “Ci mancavano i clandestini No vax” (Libero); “Pandemia di No Vax. Escalation di violenza” (Giornale); “Tolleranza zero contro i No Vax”, “I cattivi maestri dell’odio: fascisti e influencer” (Repubblica), “Assalti no vax, stazioni blindate” (Corriere), “Legittimo impedire atti violenti. La Costituzione autorizza a manifestare, ma senz’armi…” (Cassese).
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PERCHÉ A BOLZANO LA SCUOLA È INFESTATA DAI NO VAX?
È vaccinato? «No, ma ho avuto il covid». Perché non vuole avere il green pass? «Perché lo considero un'imposizione antidemocratica». Come farà senza stipendio? «Io vivo di poco». Il professor Christian Stadler, 55 anni, insegnante di Diritto all'istituto commerciale di Merano ha appena comunicato la sua decisione all'intendenza scolastica dell'Alto Adige. Fra quattro giorni riceverà la lettera di sospensione dal servizio, al suo posto cercheranno un supplente. Nella provincia con meno vaccinati d'Italia, lui è uno dei 4.737 dipendenti del settore della scuola che hanno scelto di non immunizzarsi su un totale di 19.143 assunti. Statistiche non ufficiali aggiungono un dato: fra gli insegnanti in lingua italiana i No Vax sarebbero il 10%, fra quelli di lingua tedesca il 25%.
È stato un agosto da record a Bolzano. «Non dico come ai tempi belli, ma quasi», racconta Gerald Wilhem davanti alla sua giostrina di Piazza Walther. «Visto che non si possono fare viaggi esotici, noi qui facciamo il pieno di turisti svizzeri e tedeschi, oltre agli italiani. I prezzi degli alberghi sono alle stelle e per le vie del centro storico non si riesce quasi a passare». Pochissimi usano la mascherina all'aperto.
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L'ex compagna del poliziotto morto di Covid a 58 anni: «No vax convinto, diceva: "Sono più forte del virus"»
Candido Avezzù non si era vaccinato perché era un no vax convinto. L’ex compagna: «Non credeva che il Covid fosse così pericoloso. Forse aveva sottovalutato il pericolo». Un poliziotto del reparto mobile di Padova è morto domenica a causa del Covid, dopo il contagio avvenuto probabilmente durante una missione nell’hotspot di Taranto, che ospita i migranti appena sbarcati. Non si era vaccinato perché era un no vax convinto.Candido «Chicco» Avezzù aveva 58 anni, era nato a Venezia e da qualche anno viveva a Jesolo. «Ma ci stava poco perché la sua vita la passava viaggiando da un luogo all’altro, per il suo lavoro: dovunque ci fosse bisogno della Polizia, lui era pronto ad andare», racconta Monica Valotto che per tredici anni è stata la sua compagna. La loro storia era finita nel 2020, ma erano rimasti molto uniti: «L’ho amato e continuerò ad amarlo», assicura.
FAKENEWS: "Così gonfiano i dati sui morti". Paragone svela la ricerca choc, i veri numeri Covid.
Su IlTempo leggiamo una parte dell'articolo dove il senatore Gianluigi Paragone riporta anche all'Italia i dati che il medico tedesco Bertram Häussler, capo dell’istituto di ricerca sanitaria indipendente Iges di Berlino, considera sui decessi per coronavirus in Germania. Un istituto privato che puo' scrivere tutte le fake news che vuole, ma che Paragone considera oro colato, e che IlTempo.it riporta come primo articolo, per dar man forte ai noVax (forse?). “Attualmente in Germania ci sono 3,8 milioni di persone sopravvissute all’infezione da Covid – ha spiegato il medico durante l’intervista – Statisticamente circa 100 di questi individui guariti muoiono ogni giorno per altre cause, ma vengono poi inseriti nell’elenco dei deceduti a causa del virus in base a una positività segnalata anche mesi prima. Potrebbe trattarsi, per esempio, anche di una persona contagiata nel 2020 e ora morta a causa di un’insufficienza cardiaca”. Per Paragone questo accade anche in Italia. Lui lo pensa o ne é certo? Ma Paragone puo' scrivere facendo pensare che sia vero???
Di Battista in campo per sostenere Raggi: "Firmate anche voi per Virginia"
L'ex deputato M5s si è presentato al banchetto di Roma Ecologista, la lista green che accompagnerà la ricandidatura della sindaca. Non sarà Giuseppe Conte. Ma nella galassia dei pentastellati capitolini era atteso forse più dell'ex premier: ecco Alessandro Di Battista al banchetto di Roma Ecologista, la lista green che accompagnerà la ricandidatura della sindaca Virginia Raggi. Una firma e poi lo scatto per i social. "Se volete potete firmare anche voi per tutte le liste a sostegno di Virginia!", è l'invito di Dibba.
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dall'articolo di Lorenzo D'Albergo per Repubblica.it
No Green Pass sconfitti in tribunale: giudice dichiara inammissibile una class action di consumatori
Prima sconfitta in sede di giudizio per i 'no Green Pass'. Un giudice della seconda sezione civile del Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile il ricorso d'urgenza contro la Presidenza del Consiglio dei ministri e contro il Consiglio dei ministri - difesi dall'Avvocatura dello Stato - presentato da un'associazione di utenti e consumatori, 'Diritto e mercato', contro il decreto del governo di fine luglio che proroga lo stato d'emergenza al 31 dicembre e prevede l'utilizzo del passaporto vaccinale.
BEBE VIO VALE MENO DI JACOBS? – I MEDAGLIATI PARALIMPICI GUADAGNERANNO LA META’ RISPETTO AI NORMODOTATI.
Bebe Vio vale meno di Marcell Jacobs? Carlotta Gilli con le cinque medaglie messe insieme a Tokyo 2020 guadagnerà come Antonella Palmisano? La risposta è no, in entrambi i casi, e non perché lo diciamo noi. Semplicemente è il differente trattamento stabilito per i loro atleti dal Coni e dal Cip, il Comitato Paralimpico italiano, prima di partire per il Giappone.
Tre anni fa, dopo i Giochi Invernali di Pyeongchang, la Giunta Coni ha approvato l'aumento del 20% dei premi in denaro per i medagliati. Quindi l'oro è passato da 150mila a 180mila euro, poi 90mila euro per l'argento e 60mila euro per il bronzo. Quindi, facendo i conti in tasca a Giovanni Malagò, i trionfi olimpici gli costeranno poco più di 7 milioni di euro. In casa Cip invece tutto è rimasto fermo: 75mila euro per un oro, 40mila euro per l'argento e il bronzo che vale 25mila euro. Un scandalo, soprattutto ora che il dibattito sulla parità di genere a tutti i livelli è tema caldissimo e non da tutti i settori risolto?
L'hanno pensato in molti e, come ci confermano dal Coni, in questi giorni sono state anche numerose le e-mail di protesta arrivate al Palazzo H, più o meno civili, per denunciare la disparità di trattamento e chiedere rispetto per i nostri ragazzi.
Tutti a casa. Biden agli ordini dei talebani.
L’abilità tutta italiota di trasformare anche la peggior tragedia in farsa è nota. Ma su Kabul si esagera. Per giorni i mejo strateghi del bigoncio si lambiccavano in avvincenti spiegazioni dell’ignominiosa ritirata americana, roba che Caporetto al confronto fu un capolavoro di compostezza. Per alcuni era tutta colpa di Di Maio: se non andava in spiaggia poteva tagliare la strada ai talebani. Per altri era il titolo del Fatto “I talebani fanno i democristiani” che rafforzava i mullah e fiaccava la resistenza dei nostri (come se fare, cioè fingersi, equivalesse a essere). Merlo su Rep ci dava degli “italiban” e spiegava che “i talebani mettono bombe e tagliano gole nelle città dell’Occidente” (chi di voi non ne ha mai incontrato uno sotto casa con cinturone esplosivo e coltello da picnic?). Poi Conte diceva un’ovvietà: “serrata trattativa coi talebani” coinvolgendo Cina e Russia. Apriti cielo! È “l’avvocato dei tagliagole” (Sallusti, Libero), subisce “il fascino del kalashnikov” (Messina, Rep), “Il dna del M5S è la fascinazione per regimi e autocrazie: Iran, Venezuela, Russia, Cina” (Cappellini, Rep),“Conte ha una grave lacuna: gli Esteri” (Sorgi, Stampa), “I talebani ringraziano Cina e 5Stelle” (Minzolingua, Giornale). In sottofondo, gli alti lai dei Nando Mericoni twittaroli, da Johnny Riotta a Polito el Drito ai poveri Iacoboni e Lavia, ormai tutt’uno con l’orchestrina renziana.
Marco Travaglio: Imbecillistan
Su Kabul, l’unica cosa che stupisce è lo stupore. Possibile – si domanda il Giornalista Unico sul Giornalone Unico dall’alto del suo ventennale “atlantismo” e “riformismo” – che l’Afghanistan, dopo vent’anni di esportazione della democrazia e di lotta al terrorismo a suon di bombe, di morti e di torture, si riconsegni ai Talebani? Possibile che il popolo non dia il sangue per difendere tal Ghani, il presidente-fantoccio che gli abbiamo regalato noi e che fra l’altro se l’è già data a gambe? Possibile che l’invincibile armata mercenaria di 300 mila soldati reclutata, equipaggiata e addestrata dagl’invasori (anch’essi fuggiti) si sia squagliata come neve al sole anziché combattere per conto loro, senza neppure quei “tre mesi di resistenza” che i nostri “esperti” prevedevano fino all’altroieri dando per certo l’accordo per un “governo di transizione” gradito all’Occidente? Da vent’anni le meglio firme del bigoncio che se la tirano da “competenti”, embedded al seguito della destra berlusfascia e della “sinistra” blairiana, sbavavano per la “guerra al terrorismo” senza mai azzeccarne una. Più i nostri eroi prendevano legnate moltiplicando in tutto il mondo il terrorismo che dicevano di combattere, più raccontavano che stavamo vincendo noi.
E’ stato Di Maio
Non fai in tempo ad attaccare Di Maio che subito l’“informazione” all’italiana ti costringe a difenderlo. L’avevamo appena preso in giro paragonandolo al draghetto Grisù per le professioni di fede governista e draghiana, decisamente eccessive visto l’impegno con cui i Migliori stanno smantellando tutte le riforme targate M5S. Infatti i giornaloni, che fino al giorno prima sghignazzavano sul “bibitaro” (anche se non ha mai venduto una bibita: faceva lo steward allo stadio, da ragazzo del Sud che doveva sbarcare il lunario, non essendo figlio di papà), l’avevano subito eletto a statista e “stabilizzatore” in antitesi a Conte, noto brigatista rosso. Come ministro degli Esteri, però, c’è poco da ridire: chi lo vede all’opera sa che Di Maio non è Talleyrand né De Gasperi, ma nemmeno il baluba che si vorrebbe far credere. È un secchione che studia e lavora molto e impara presto: tutti, nell’ambiente, ne parlano bene. Il 13 agosto, alle prime avvisaglie del disastro afghano, s’è attaccato al telefono per tre giorni coordinando l’evacuazione dell’ambasciata e la sera di Ferragosto l’aereo italiano è decollato da Kabul. Poi però Di Maio è stato beccato su una spiaggia pugliese a chiacchierare con Emiliano e Boccia fra centinaia di bagnanti. Apriti cielo! Ma come, il ministro degli Esteri se ne sta coi piedi a mollo e addirittura sorride mentre cade Kabul?
Contagi in calo ma a settembre vedremo «l’epidemia dei non vaccinati»
Nelle prossime settimane i contagi potranno diminuire ma non significa che il virus non circolerà, l’immunità di gregge è ancora lontana ma solo chi non è vaccinato si ammalerà con le probabilità finire in terapia intensiva com’è accaduto per le altre ondate. E, purtroppo, riprenderanno a salire i decessi. È questo lo scenario che tratteggia Roberto Battiston, fisico dell’Università di Trento che coordina l’Osservatorio del dato epidemiologico in collaborazione con l’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, l’organismo che esegue il monitoraggio dei sistemi sanitari. Professore, qual è la situazione? «Da aprile fino a fine giugno i contagi si sono ridotti moltissimo grazie ai vaccini: in quella fase abbiamo assistito a una decrescita continua di tutti i parametri. Poi a fine giugno si è inserita la variante Delta che già circolava da tempo ma che ha preso il sopravvento. A luglio e ad agosto ha ripreso a crescere l’epidemia.
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PATRIZIA VALDUGA: “IL ME-TOO MI FA SCHIFO. COME SI FA A DENUNCIARE DOPO 30 ANNI UNO CHE TI HA TOCCATO IL CULO?”
..... Visto che lei è una poetessa e quindi non bluffa, partirei dalla sua difesa di Tariq Ramadan, l’icona della sinistra filo-islamica europea accusato di stupro. Sul Fatto Quotidiano scrisse un lungo articolo in sua difesa e fu molto criticata. Quale donna entra nella camera da letto di un uomo per consigli spirituali? Io ci sono entrata soltanto quando non mi dispiaceva l’idea di scoparci. Difendo lui e tutti quelli accusati dal Me Too, ma per Ramadan mi sembra che ci sia stato un atteggiamento un po’ razzista, quando hanno detto di lui: «Dice cose giuste e condivisibili ma non le pensa». Come si permettono, sono forse nella sua testa? Se qualcuno lo dicesse di me lo denuncerei. Su Dagospia mi hanno dato della vecchia puttana, che voleva scopare con lui. Non mi piacciono gli uomini più giovani di me!
Quindi non solidarizza con le donne che hanno denunciato molestie o violenze in questo periodo? Il Me Too mi fa schifo. Ci dovrebbe essere una prescrizione anche per le molestie. Come si fa a denunciare dopo 30 anni uno che ti ha toccato il culo o l’altro ti ha toccato una tetta?
"In reparto vediamo tanti no vax rischiare la vita, ma non si pentono. Ingiustificabile"
“Ogni giorno sogno di andare via dal prefabbricato”. Tolentino, container e bagni in comune: “Un ghetto”. Terremoto 5 anni dopo: “Noi, il dimenticatoio d’Italia”.
Terremoto 2016, viaggio tra rassegnazione e incertezza: “Ogni giorno ti alzi e speri di poter andar via dal prefabbricato”. A Tolentino 120 nei container con bagni in comune. “Nelle Sae ogni mattina, quando ti alzi, speri sempre di poter andar via“. A parlare al Fattoquotidiano.it è Vincenza Pala, terremotata di Pescara del Tronto, una delle frazioni del comune di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, tra le più colpite dalle scosse del 24 agosto – Ma non hai mai questa risposta, sono quattro anni che non arriva”. Come lei tanti concittadini sono in attesa di risposte. La piccola frazione, infatti, è stata totalmente rasa al suolo, e solo da poco si parla di ricostruzione, con ogni probabilità non distante dal vecchio abitato. Un luogo che per molte persone, però, ancora significa sofferenza. “Non c’è niente di certo – spiega ancora la signora Pala – Io non mi arrendo, vado avanti, ma né le istituzioni né il comune né la Regione ci hanno dato certezze”. Per i terremotati, sottolinea ancora Vincenza, che per anni ha gestito l’unico bar della frazione, “ci sono solo vincoli”.
Mamma no-vax muore nell'ospedale dove lavora la figlia infermiera. «Credeva che il Covid non fosse reale»
Lei infermiera, in prima linea contro il Covid. La mamma negazionista e no-vax. Una storia, quella di Amy Crosby, 34enne di Middlesbrough (Regno Unito), senza lieto fine: sua madre Geraldine, 57 anni, è morta a causa del virus proprio nell'ospedale dove lavora la protagonista di questa vicenda. A raccontare l'accaduto è la stessa infermiera inglese, che su Twitter ha pubblicato una lunga lettera nella speranza che «che condividendo la sua storia e il nostro dolore, anche solo una persona con queste ridicole e pericolose convinzioni ci possa ripensare». Parlando di sua madre Geraldine, una 57enne senza patologie pregresse, Amy racconta: «Abbiamo avuto una relazione tesa negli ultimi 18 mesi e in parte ciò è dovuto alla sua convinzione che il Covid-19 non fosse reale e che i vaccini fossero pericolosi. Oggi in ospedale è morta per complicazioni causate dal Covid, ha trascorso l'ultimo mese della sua vita senza famiglia intorno e i suoi ultimi ricordi sono stati di puro terrore per essere stata intubata e non sapere se si sarebbe svegliata. Come infermiera che ha lavorato al lancio del vaccino contro il covid nello stesso ospedale in cui è morta oggi, non posso dirvi quanto sia dolorosa questa perdita prevenibile per la nostra famiglia».
L’Europa avrebbe lo strumento per accogliere i profughi afghani, ma i governi si girano dall’altra parte
Dopo che l’Afghanistan è tornato nelle mani dei talebani, l’Europa si è detta pronta a fronteggiare la crisi umanitaria in corso per non ripetere gli errori della crisi migratoria dopo in conflitto in Siria del 2015. Cosa significa questo nella pratica? Le organizzazioni umanitarie, la Commissione europea e il presidente dell’Euro parlamento David Sassoli chiedono canali sicuri per aiutare i profughi e ripartirli tra i Paesi Ue, mentre i governi dei singoli Stati sembrano non essere d’accordo sull’accoglienza tout court nonostante la terribile situazione afgana. Da Macron a Orban, dal blocco del Visegrad ai mediterranei, nessuno ha mosso un dito. Eppure, uno strumento ci sarebbe. Ed è anche molto potente. Si tratta della direttiva del 2001 sulla protezione temporanea nel caso di arrivo massiccio nell’Unione europea di richiedenti asilo. La norma, si legge sul sito della Commissione europea, “è una misura eccezionale per fornire protezione immediata e temporanea agli sfollati da Paesi terzi, che prevede un meccanismo strutturato per garantire solidarietà ed equilibrio tra gli Stati dell’Unione nell’accoglienza degli sfollati, con trasferimenti” intra-europei, “sulla base di offerte volontarie”. La legge può entrare in vigore con una decisione a maggioranza qualificata, al Consiglio Ue.
Fonti Pd: “Marino è pronto ad appoggiare pubblicamente la Raggi in campagna elettorale”
La notizia è di quelle destinate a lasciare il segno: “Marino è pronto in campagna elettorale a fare l’endorsement per Virginia Raggi. È tale l’astio per il Pd, che l’ex sindaco si schiererebbe anche con Michetti. Ma vediamo ora come farà a schierarsi con la Raggi che non si è vaccinata e strizza l’occhio a No Vax. Anzi, ai Ni Vax, come dice Zingaretti”. Nel Pd romano sono certi della prossima mossa dell’ex sindaco di Roma, magari a settembre.”Certo che ci sarà da ridere. Proprio Marino che appoggia una sindaca no vax… “. Senza dimenticare poi il “domani piove. Gonfiate i gommoni” dell’allora consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi che si divertiva con gran gusto a prendere in giro su Twitter il sindaco Ignazio Marino, responsabile, secondo lei, di non aver affrontato nel migliore dei modi l’emergenza maltempo. Il chirurgo genovese, grazie proprio alle campagne grilline, era diventato per i cittadini romani il “sottoMarino”.
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Quelli che “coi talebani non si dialoga” ma in realtà lo fa già tutto il mondo. Compreso Draghi col dittatore Erdogan
La feroce polemica contro Giuseppe Conte sulla sua presunta (e in realtà inventata) “apertura ai talebani” è una strepitosa patacca che merita di essere studiata con attenzione. Nel senso che è frutto di una operazione di sapiente ritaglio che ha cambiato radicalmente il senso della frase dell’ex premier, prima stravolgendolo, e poi addirittura ribaltandolo. Nel giro di 24ore, infatti (accade da due giorni, e non ancora è finita) non c’è testata che non abbia riportato una pioggia di critiche a questa frase, che la abbia sottratta al contesto in cui era detta, e privata di quello che prima e dopo Conte diceva nel discorso. Ed ecco il lavoretto di forbici: “(Occorre) “coltivare – diceva Conte – un serrato dialogo con il nuovo regime in Afghanistan che appare, almeno a parole, su un atteggiamento abbastanza distensivo”. Letta così, senza sapere cosa dicesse Conte nel suo discorso, si potrebbe dire: una frase maldestra. Perché l’aggettivo “distensivo”, riferito ad un regime sanguinario, ovviamente stride. Ma bastava aggiungere la frase successiva a quella incriminata perché il senso del discorso si ribaltasse completamente: 1) “Dopo – diceva Conte – valuteremo se per esempio, gli accordi di Doha fatto dagli americani nel 2020 sono stati sbagliati nei contenuti e troppo concessivi nei confronti dei talebani”. 2) “Dopo valuteremo se si poteva ottenere di più o no, se si poteva prevedere, come credo possibile, un esito così rapido”. 3) Dopo valuteremo “se si poteva insistere di più con le armi della diplomazia e del sostegno finanziario ed economico”.
La Grecia e il muro di 40 chilometri per fermare i profughi afghani
L’annuncio del ministro della Protezione dei cittadini, Michalis Chrisochoidis: «Non possiamo aspettare passivamente il possibile impatto. I nostri confini inviolabili». Un muro contro i profughi. È la barriera eretta dalla Grecia e dotata di un sistema di sorveglianza lungo un tratto di 40 chilometri del suo confine con la Turchia, per fermare un’eventuale ondata di migranti dall’Afghanistan. Lo ha scritto la Bbc. «Non possiamo aspettare passivamente il possibile impatto», aveva detto ieri il ministro della Protezione dei cittadini, Michalis Chrisochoidis, durante una visita nella regione di Evros: «I nostri confini rimarranno inviolabili». Le dichiarazioni di Chrisochoidis seguono i commenti del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo il quale un forte aumento della popolazione che lascia l’Afghanistan potrebbe rappresentare «una seria sfida per tutti». Secondo Erdogan «una nuova ondata di migrazione è inevitabile se le misure necessarie non vengono prese in Afghanistan e in Iran». Da parte sua, Chrisochoidis ha osservato che la crisi afgana ha creato nuove «possibilità per i flussi di migranti» in Europa.
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Salvini e Renzi: sì alla giustizia, no al reddito (e una gestualità simile). L’unione di fatto dei 2 Matteo
L’asse tra il leghista e il leader di Italia viva, tutti i punti di contatto. Renzi vorrebbe demolire, con un altro referendum, uno dei presidi simbolici dei grillini, il reddito di cittadinanza. Salvini si è affrettato a dire che, in effetti, è stato «un errore» del governo gialloverde. Già nel 2016 in tv si divertivano a presentarli come la strana coppia, colonna sonora il Daniele Silvestri di Le cose che abbiamo in comune, che non saranno 4.850 e non comprenderanno il Brachetto, ma cominciano a diventare un numero cospicuo, anche perché i due guastatori della politica, Matteo+Matteo, Renzi e Salvini, sembrano provarci gusto. Il momento più sfolgorante della convergenza parallela è stato il fuoco incrociato contro il fu Giuseppi, quel Giuseppe Conte premier che hanno prima creato e poi distrutto, lasciandolo solo con il tavolino in piazza Colonna, in mezzo alle macerie di un Movimento da ricostruire. Di recente, il sodalizio si è rinsaldato e somiglia a un’alleanza politica, sia pure tattica. I signori della guerra del governo Draghi lavorano rumorosamente fuori dal Parlamento, visto che la «scatoletta di tonno» lavora con il pilota automatico. L’esempio più rilevante sono i referendum sulla giustizia cavalcati da Salvini e sostenuti dall’altro Matteo. Renzi vorrebbe demolire, con un altro referendum, uno dei presidi simbolici dei grillini, il reddito di cittadinanza. Salvini si è affrettato a dire che, in effetti, è stato «un errore» del governo gialloverde.
Non solo Morandi: 2 mila ponti a “fine vita”
Ci sono voluti 43 morti per scoprire che il Ponte Morandi non era l’unico viadotto malato del Paese. Al terzo anniversario del disastro – alla cerimonia di oggi con i familiari delle vittime parteciperanno i ministri Enrico Giovannini e Marta Cartabia – l’Italia si presenta con circa 2 mila dei 4 mila viadotti autostradali che […]
Costi, burocrazia e fatica: le tre ragioni per cui non si trovano camionisti in Italia
Confindustria lancia l'allarme e chiede più immigrati da mettere alla guida. Ma i motivi della carenza sono più profondi. Chi è nel campo la mette così: “Il nostro è un mestiere che ti costringe a mangiare quando non hai fame e a dormire quando non hai sonno”. Anche per questo, ma non solo per questo, si fatica sempre di più a trovare persone disposte a farlo. Anita, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese di autotrasporto, ha lanciato sul Sole24Ore l’allarme sulla carenza di camionisti che rischia seriamente nei prossimi mesi di ripercuotersi sulla capacità delle aziende di rifornirsi di beni, inclusi quelli di prima necessità. L’associazione che fa capo a Viale dell’Astronomia si è appellata all’esecutivo guidato da Mario Draghi per inserire nel prossimo Decreto Flussi il settore dell’autotrasporto: si tratta del provvedimento con il quale il Governo periodicamente stabilisce le quote di ingresso di cittadini extracomunitari per motivi di lavoro subordinato, autonomo e stagionale. Secondo Confindustria, insomma, per ovviare alla mancanza di autisti di veicoli commerciali, una misura tampone potrebbe essere quella di inserire una quota ad hoc per il settore specifico (e non per tutto il comparto della logistica, come già avviene) che permetta di reclutare personale straniero disposto a lavorare sui mezzi pesanti.
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