Dietro il buon andamento del mercato del lavoro nel secondo trimestre dell’anno – prima della frenata di luglio – c’è anche un ricorso sempre più frequente al precariato spinto. Dalla Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione di Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal si scopre infatti che tra aprile e giugno la quota di contratti a termine della durata di un solo giorno è salita al 13,3% dal 9,2% del trimestre precedente e quella dei rapporti di lavoro fino a 7 giorni ha toccato il 23,7%, 3,9 punti in più. Risultato: ben il 37% delle nuove posizioni attivate si prolunga non più di 30 giorni, solo lo 0,5% più di un anno. Al tempo stesso i nuovi contratti a tempo determinato continuano ad aumentare: stando ai dati di flusso ne sono stati attivati in totale 2,2 milioni in tre mesi, un nuovo record.
Influenza, con «il debito di immunità» si rischia la peggior ondata da 15 anni
È arrivata in anticipo ed è più intensa degli anni passati. Sarà l’ultimo inverno così eccezionale? Come Israele ha fatto da apripista per il contrasto al Covid, anche l'influenza registrata in Australia ha anticipato quello che sarebbe successo nel nostro inverno, ovvero un inizio anticipato con numeri da record di A(H3N2), il virus influenzale di quest’anno, che sta mettendo a dura prova gli ospedali, accanto al Covid e al virus respiratorio sinciziale (Rsv). Ma cosa c’è dietro l’attuale impennata e quale sarà la nuova normalità?
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L’allergia delle destre per la cultura
A 48 ore dalla prima della Scala di Milano arriva l’ennesima mazzata delle destre sulla cultura. Forse la premier si aspettava più applausi di Mattarella alla Prima della Scala, o il ministro Sangiuliano c’è rimasto male per non aver trovato posto nel palco reale del teatro, fatto sta che a 48 ore dallo spettacolo arriva l’ennesima mazzata delle destre sulla cultura. Ora non è che ci si aspettasse molto da un governo che in questo ambito ha piazzato come sottosegretario la leghista Borgonzoni, quella che si vantava di non leggere un libro da anni, e difatti nella Manovra non c’è un euro in più per teatri, cinema, artisti e case editrici. E dire che si tratta di uno dei settori più penalizzati dalla pandemia, e nonostante i fondi di emergenza stanziati dalla Siae migliaia di persone sono alla fame.
Roma, sparatoria alla riunione di condominio: morte tre donne, quattro feriti. Arrestato l’omicida
Le vittime sarebbero tre donne. Questa mattina, il numero unico di emergenza ha ricevuto diverse chiamate simultanee: diversi residenti, infatti, hanno sentito spari e urla provenienti dalla zona in cui si stava tenendo la riunione, Tre morti a Roma nel quartiere Fidene, vittime di una sparatoria avvenuta durante una riunione di condominio, per motivi ancora da chiarire. Le vittime sarebbero tutte donne. Ci sono anche quattro feriti che sono stati portati negli ospedali Sandro Pertini e Policlinico Umberto I: uno di loro è in gravi condizioni.
Invito alla Premiazione del Concorso di Cortometraggi “ILCORTO.IT Festa Internazionale di ROMA 2022“
Il 21 dicembre è il solstizio d’inverno che, oltre a dare inizio ufficialmente alla stagione più rigida, è anche la giornata più corta dell’anno. È per questo motivo che, in tutto il mondo, la ricorrenza del solstizio d’inverno è occasione per celebrare la forma breve cinematografica, per quello che è chiamato in inglese lo SHORT FILM DAY ovvero la GIORNATA INTERNAZIONALE DEL CORTOMETRAGGIO. Perciò l'Associazione Culturale "ILCORTO.IT" effettuerà proprio nel pomeriggio di Mercoledì 21 dicembre la Premiazione dei CORTOMETRAGGI vincitori del concorso “ILCORTO.IT Festa Internazionale di ROMA 2022“.
Corruzione, la legge Bonafede funziona. Per questo vogliono affossarla
Per il presidente dell'Anac Busia "il rischio di corruzione e di infiltrazioni criminose è diventato più elevato". Altro che ammorbidire le norme contro i reati dei colletti bianchi, in Italia c’è bisogno del pugno di ferro. Perché “il rischio di corruzione e di infiltrazioni criminose è diventato più elevato”. A lanciare l’allarme è Giuseppe Busia (nella foto), presidente dell’Anac, nella Giornata internazionale contro la Corruzione, che sottolinea come “dobbiamo intensificare la lotta alla corruzione. L’Italia ha già ricevuto 67 miliardi dalla Ue in erogazioni per il Pnrr, e ne riceverà altri 53 entro la fine del 2023, se rispetteremo tutti i parametri. Sono cifre enormi, che ingolosiscono la malavita, anche organizzata” sottolinea Busia.
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Gas, il rapporto francese secondo cui presto finiremo al buio
In Francia è uscito qualche giorno fa un rapporto interessantissimo dello “Shift Project” sull’approvvigionamento di gas naturale in Europa (lo trovate a questo link, al momento disponibile solo in francese). In Italia, mi sa che nessuno abbia gran voglia di accorgersene, ma ignorare certe notizie è una cosa che facciamo a nostro rischio e pericolo. Lo “Shift Project” è un think tank francese ben noto e rispettato che lavora da anni in campo energetico. Il loro rapporto è molto dettagliato perché ci da un quadro della situazione ben più approfondito e utile di quello che ci arriva da quelli che ci raccontano che il problema si risolve con una nuova ricetta per cucinare gli spaghetti. Allora, come siamo messi? Decisamente non bene e la situazione potrebbe farsi drammatica in un futuro non lontano.
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Odio europeo su Meloni: “La Duce” al primo posto dei “distruttori”
C'è l'Europeismo, con la maiuscola, che è una cosa seria, ed è lo sforzo teso a far sì che il processo di integrazione comunitaria si compia, non negando ma affrontando le difficoltà. E c'è poi l'europeismo, quello con la minuscola, che è lo spirito di conservazione di una certa ideologia da conventicola, che tratteggia la questione comunitaria come un salotto con selezione all'ingresso. Pare di coglierne un soffione, di questo europeismo minuscolo, nella classifica stilata da «Politico.eu». Si tratta di una rivista online molto addentrata nell'establishment brussellese. Ebbene, al primo posto dei «Distruttori» colloca il Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni.
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Arriva la stangata di Natale: dalla macchina del caffè espresso all’ultimo telefonino aumenti fino al 25 per cento
La classifica stilata dall’Unione consumatori: non si salvano neppure i gioielli (+ 9,4%) e le centrifughe (+8,8 per cento). È arrivata la stangata di Natale. Certificata dai numeri, quelli diffusi dall'Unione Nazionale Consumatori che ha elaborato gli ultimi dati Istat disponibili per stilare le classifiche dei regali e dei cibi del pranzo natalizio finora più rincarati rispetto allo scorso anno. Per la top 30 dei regali che quest’anno ci costeranno di più al primo posto troviamo le macchine espresso che funzionano con cialde o capsule che rispetto a un anno fa costano il 25,9% in più. Al secondo posto i film in dvd che salgono del 23,6%. Medaglia di bronzo invece per le macchine fotocamere e videocamere che aumentano del 20,2%.
Nel Paese c’è tensione sociale e le destre lo scaricano sui Cinque stelle. Per il pentastellato Lanzi si disinteressano dei cittadini e giocano sporco su Conte e su M5S
Le destre contro Conte. Per il 5S Lanzi mentono sapendo di mentire. Nel Paese c'è tensione sociale e la maggioranza non sa che pesci prendere. “Per contenere la tensione sociale che si sta alimentando negli ultimi giorni non servono parole, ma fatti” da parte delle destre che sono al Governo.
Premiazione dei cortometraggi vincitori del "CORTO CIAK 2022"
Le premiazioni dei cortometraggi vincitori del concorso internazionale di Cortometraggi "CORTO CIAK 2022" saranno effettuate Venerdì 2 Dicembre dalle ore 18,30 nella sala Conferenze allo Stadio Anco Marzio di Ostia Lido. L'entrata è gratuita. Saranno assegnati ai Cortometraggi vincitori del Concorso i seguenti premi: Primo premio CORTO CIAK 2022 al Migliore Cortometraggio e a seguire: Migliore Regia, Migliore Sceneggiatura, Miglior Corto Straniero, Migliore Attrice, Miglior Attore. I cortometraggi vincitori saranno proiettati.
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Termovalorizzatore, il modello Copenaghen è davvero così virtuoso?...
Termovalorizzatore, il modello Copenaghen è davvero così virtuoso? Per scoprirlo basta leggere quello che scrive la società che ha costruito il forno ed il sistema di depurazione dei fumi, la Babcock & Wilcox Vølund. Gli impianti trattano di tutto lavorando a pieno carico e l’elettricità prodotta è scarsa e inquinante, ma una pista da sci non si nega a nessuno…
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CORTO CIAK 2022: le proiezioni dei cortometraggi finalisti
I cortometraggi finalisti al concorso internazionale di Cortometraggi "CORTO CIAK 2022" saranno proiettati nei pomeriggi di martedì 15 novembre e giovedì 17 novembre dalle ore 18 nella sala Conferenze allo Stadio Anco Marzio di Ostia Lido. La Sala delle Conferenze dello stadio Anco Marzio A.S. OSTIA MARE di Ostia Lido (Roma) è in via Giovanni Amenduni 15, l'entrata è gratuita.
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Nuovo inceneritore a Roma: il Fatto rivela il luogo dove si farà l’impianto e la cartografia. Cosa non dice Zingaretti e il piano Gualtieri
Dieci ettari di “pratone” sulla via Ardeatina e un vecchio permesso a costruire risalente al 2002. Dall’altra parte della consolare il nuovo hub di Amazon. Un chilometro e mezzo più in là, la tanto discussa discarica di Albano. Sul lato strada pure un reperto risalente all’Antica Roma (che qui non manca mai) oggetto di alcuni […]
Roma Venerdì 28 ottobre: Proiezione di 9 cortometraggi di tematiche pasoliniane
Nell'ambito della kermesse “PERCORSI PASOLINIANI”, un programma ricco di eventi, l'associazione culturale romana "ILCORTO.IT" venerdì 28 ottobre alle ore 21,30 ha organizzato le proiezioni di Cortometraggi di tematiche pasoliniane: 9 corti di grande impatto da non perdere!
La rassegna, con entrata GRATUITA, si svolge nella location del Roma 70 Summer Village, uno spazio nuovo tutto dedicato alla valorizzazione del territorio con eventi culturali e artistici, ma anche ottima gastronomia aperto fino a tarda sera. La location dell'evento è in Via dell'Automobilismo 202 presso il Roma70 Summer Village.
Curiosi di sapere quali corti saranno proiettati? Ecco l'elenco:
ANIME D'INCHIOSTRO di Diego De Angelis, ED IO AVRO' CURA DI TE di Alice Poggi, BUONASERA SIGNORI di Fabio Pannetto, L'ALTRA META' DELL'AMORE di Mangialardo e Candalice, SE FOSSI UOMO di Rocco Anelli, LETTER FROM PROFESSOR V di Jean-Luc Servino, IL VOLTO A META' di Simone Pecori, LUIGI E VINCENZO di Giuseppe Bucci, PAPPO E BUCCO di Antonio Losito.
Per ulteriori informazioni sulle proiezioni telefonare a: 3780834501 o inviare email a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Alluvione Marche, l’ultima bugia di Renzi: dice di aver stanziato 45 milioni nel 2014, ma per la Corte dei Conti di quei soldi non c’è traccia
L'ex premier giura di aver "messo i soldi" già otto anni fa, quando ancora non era stato istituito il Fondo nazionale per la programmazione degli interventi che arriverà solo l'anno seguente. E per vedere la prima parte del milione di euro assegnata alla Regione toccherà aspettare il 2019. Cinque anni dopo per avere 321mila euro da destinare alla "Sistemazione del Fiume Misa", come confermano i decreti del Commissario straordinario e i giudici contabili, che nel 2019 scrivono: "Il Fondo non ha raggiunto ad oggi l’obiettivo per il quale era stato creato". “I soldi il governo Renzi li ha messi nel 2014, se avessimo fatto le opere immediatamente, oggi non piangeremmo la situazione com’è”. Lo va ripetendo da giorni, Matteo Renzi, dopo che il 15 settembre l’alluvione ha colpito le Marche e la piena del fiume Misa ha causato undici vittime. Non è la prima volta e il leader di Italia Viva torna al precedente di otto anni fa, quando il premier in carica era lui: “Quando c’era stata l’alluvione stanziammo 45 milioni e il fatto che ci sia stata la chiusura della nostra ‘unità di missione’ ha allungato i tempi. Avevamo messo i soldi, ma il progetto è stato fatto nel 2020, troppo tardi perché così il cantiere apre nel 2022″. I conti però non tornano e di quei 45 milioni nel 2014 non c’è traccia. Intanto perché i soldi per la progettazione degli interventi stanno in un fondo che nel 2014 ancora non esiste. E poi perché il milione di euro destinato alle Marche viene approvato appena nel 2018 e un anno dopo non siamo che al 30 per cento dell’erogazione. Lo dice la Corte dei Conti in una relazione sul contrasto al dissesto idrogeologico del 2019. Certo, ai fondi per la progettazione corrisponde una stima delle opere da realizzare, ma quella fatta da Renzi non trova riscontro nemmeno nelle carte della Regione, dove la cifra è 1o milioni. Che se la sia inventata?
Sempre più contratti brevissimi: nel II trimestre il 13% è durato un giorno, 4 su 10 meno di un mese
Dalla Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione emerge che i rapporti di lavoro fino a 7 giorni hanno toccato il 23,7%. La crescente incidenza del precariato spinto dipende soprattutto dal comparto degli alberghi e della ristorazione e dagli altri servizi. Ma il ricorso alla flessibilità estrema cresce anche nei comparti di pubblica amministrazione, istruzione e sanità: il 19,8% dei rapporti di lavoro è di un giorno, un altro 26,8% va da 2 a 7 giorni e nel complesso il 68% non arriva a 30 giorni.
Meloni: “Spero vinca il centrodestra guidato da Fdi e che qualcosa di simile succeda in Spagna con Vox”. Conte: “Io l’unico a non cercare sostegni all’estero”
Conte: “Io l’unico che non è andato all’estero per raccomandazioni”. “Io sono l’unico che non è andato all’estero a cercare raccomandazioni. Meloni si è premurata di accreditarsi a Washington ed Enrico Letta ha cercato l’endorsement da Scholz e dagli amici tedeschi. Noi dobbiamo impegnarci in Italia e non all’estero durante la campagna elettorale”. Lo afferma il leader M5s Giuseppe Conte parlando al Forum Ansa. L’ex premier parla poi di una strategia per porre fine alla guerra in Ucraina ma avverte un problema nell’alleanza euroatlantica: “Gli interessi strategici Ue non coincidono con quelli degli Usa. E questo rischia di consegnarci un modo spaccato a metà. Quindi quando Letta ha ricevuto l’endorsement dalla Spd ha anche parlato della strategia diplomatica per porre fine al conflitto?”. L’Italia può dare il contributo perseguendo lo sforzo diplomatico”, ha ancora detto.
Meloni: “Mi auguro che il centrodestra vinca e che qualcosa di simile succeda anche in Spagna”
“Mi auguro che il centrodestra italiano guidato da Fratelli d’Italia vinca le elezioni e che questo possa fare da apripista per qualcosa di simile anche in Spagna tra qualche mese. In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, la concretezza e il pragmatismo dei conservatori sono molto più efficaci delle ricette ideologiche della sinistra”. Lo ha detto la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in una intervista all’Efe. Meloni spiega che con Vox “siamo legati da stima, amicizia e lealtà reciproca. Abbiamo sorriso del fatto che in Italia la sinistra usi Vox per attaccare FdI e in Spagna usi FdI per attaccare Vox”.
Papa Francesco rimanda ancora il viaggio a Kiev, ma il dolore al ginocchio è solo una scusa: la confessione ai nunzi apostolici
E' il Papa stesso ad aver confermato ai suoi circa 200 nunzi apostolici - convocati in Vaticano dieci giorni fa - che al momento non vuole fare nessun viaggio a Kiev e preferisce aspettare tempi migliori per avere più possibilità di portare avanti il dialogo con Mosca. Durante l'incontro ha aggiunto, che per fortuna il male al ginocchio di cui soffre da tempo lo aiuta ad accampare delle scuse plausibili per spostare in avanti il viaggio in Ucraina. Questa indiscrezione sul colloquio a porte chiuse avvenuto in Vaticano con i rappresentanti diplomatici della Santa Sede, e confermato da diverse fonti, ha iniziato a circolare dopo che sul volo di ritorno dal Kazakhstan ha annunciato che il suo prossimo viaggio internazionale sarà in Barhein, a novembre e che è allo studio un progetto per i primi mesi dell'anno prossimo di tornare in Africa, in Congo e Sud Sudan.
Salvini-Meloni quasi nemici: perché i due leader non riescono più ad andare d’accordo
La leader di Fratelli d’Italia passa al contrattacco: «Matteo polemizza più con me che con gli avversari». Il segretario del Carroccio critica gli alleati su bilancio, sanzioni e tasse nella speranza di rimontare.
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Sinistra italiana e Verdi barattano la faccia con le poltrone. A fare le battaglie inclusive e ambientali restano solo i 5S
Calenda fa la voce grossa e Letta mette in riga i Verdi, che pur umiliati entrano nella coalizione di Letta, precedendo Sinistra Italiana che oggi farà lo stesso. Roba da bambini dell’asilo. Le calendiadi non accennano a esaurirsi e nella coalizione di Enrico Letta si vive un’altra giornata persa dietro a veti incrociate e attacchi personali. Si parte fin dal mattino con l’affondo del segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni che fa notare come “l’agenda Draghi” sventolata compulsivamente in questi primi giorni di campagna elettorale non esista: “Agenda Draghi? Non esiste. Lo ha detto #Draghi stesso. Povero Calenda, deve correre in cartoleria a comprarsene un’altra. Noi intanto lavoriamo per un’Italia più giusta e più verde”, scrive. A stretto giro di posta Carlo Calenda risponde piccato chiedendo al PD l’esclusione di Sinistra Italiana dalla coalizione: “Direi che abbiamo raggiunto un punto di chiarezza. – scrive Calenda – Mi pare del tutto evidente che c’è una scelta netta da fare per il Partito Democratico che ha siglato un patto chiaro con noi che dice l’opposto. A queste condizioni per quanto ci concerne non c’è spazio per loro nella coalizione”.
GLI ITALIANI SONO STUFI DELL'ELEMOSINA DI DRAGHI. CONTE STRONCA IL DECRETO AIUTI. NEL MIRINO DEL LEADER M5S MANCE E MISURE SULLA SCUOLA
Giuseppe Conte, il leader del M5S che per sua stessa ammissione non transige su valori e principi, torna a graffiare. E ancora una volta boccia il Governo Draghi che con il suo ultimo decreto Aiuti offre una miseria a lavoratori e pensionati. Offrire 6-7 euro al mese in più ai lavoratori a basso reddito – dice Conte – non è proprio la “risposta pronta ai problemi che si presentano” di cui ha parlato Mario Draghi con riferimento alla sua “agenda”. Giuseppe Conte ancora una volta boccia il Governo Draghi che con il suo ultimo decreto Aiuti offre una miseria a lavoratori e pensionati. D’altro canto, fa notare l’ex premier, il ministero dell’Economia non è ancora riuscito a incassare la sacrosanta tassa sugli extraprofitti dei colossi energetici: all’appello mancano 9 miliardi che sarebbero utilissimi a famiglie e imprese. In Parlamento, promette, faremo tutto il possibile per migliorare le cose.
Arriva il docente esperto: avrà 400 euro in più in busta paga. Critiche da sindacati e presidi: "Colpo di mano del governo Draghi"
Nella scuola è in arrivo il docente esperto, una delle ultime riforme del governo Draghi a carico dell'istruzione italiana. Secondo quanto riporta l'Ansa, la bozza del decreto legge Aiuti bis, varato dal governo oggi, contiene una nuova figura che si piazza al di sopra di tutti gli altri insegnanti della scuola: il docente "esperto". In base alle prime indiscrezioni, la novità partirebbe dal 2023/2024. Dopo un percorso di formazione quasi decennale l'insegnante che ricoprirà questo nuovo ruolo percepirà un assegno ad personam di 5.650 euro all'anno. Ma non ce ne potranno essere più di 8mila, uno per istituto.
Caccia ai seggi, col taglio dei parlamentari pure i big tremano. Dagli irrinunciabili per FdI Santanché e La Russa a Zingaretti per i dem
Con il taglio dei parlamentari i partiti sono in panne già alla prima scrematura delle liste. Maledetto taglio dei parlamentari! Dalle segreterie nazionali a quelle regionali, i partiti sono in panne già alla prima scrematura delle liste, dove pure qualche big non ha più uno spazio sicuro. Chi se la passa meglio è giusto la Meloni, che dovrebbe aumentare i suoi seggi, senza però riuscire ad accontentare tutti quelli che sono saltati sul suo carro. Tornano in Lombardia, nonostante la lunga militanza, Ignazio La Russa e Daniela Santanché al Senato e Marco Osnato alla Camera. Nella Lega si dovrebbe tagliare il filo col fondatore Umberto Bossi, non più in lista. Ma non mancano i nomi nuovi, a partire dall’ex candidata sindaca di Roma Simonetta Matone, nel Lazio, insieme all’ex sottosegretario Claudio Durigon, Maurizio Politi, Davide Bordoni (primo dei non eletti alle scorse comunali in Campidoglio), e ancora Angelo Valeriani, Eloisa Fanuli, Federico Freni, Monica Picca, Alfredo Becchetti, Fabrizio Santori, Gianfranco Rufa.
In Forza Italia la prima incognita è quella di Silvio Berlusconi, che in alcune interviste aveva aperto al suo ritorno in Senato, da dove fu cacciato per effetto della legge Severino, mentre ora sembra orientato a restare al Parlamento europeo. Con lui una serie di facce storiche, come Antonio Tajani, Claudio Fazzone, Maurizio Gasparri, Paolo Barelli, Anna Grazia Calabria e Alessandro Battilocchio. Dice addio, invece, Adriano Galliani.
Cingolani e Panetta ministri per Meloni suggeriti da Draghi: il sospetto della Lega
La mossa, si apprende in ambienti parlamentari del Carroccio, è legata alla volontà di costringere Giorgia Meloni a scoprire subito le carte. Perché il sospetto che circola, fra gli ex lumbard, è quello di un pactum sceleris fra la presidente di Fratelli d'Italia e Mario Draghi. Il quale, nel corso di alcuni contatti (una conversazione telefonica è avvenuta subito dopo l'annuncio delle dimissioni da parte del premier), avrebbe non solo tracciato il difficile scenario socio-economico nel quale il prossimo esecutivo dovrà muoversi. Ma avrebbe pure suggerito, su richiesta dell'interlocutrice, un paio di ministri al di sopra delle parti e di sicura affidabilità che potrebbero dare autorevolezza a un eventuale governo Meloni. Chi? Fabio Panetta, già direttore generale di Bankitalia e membro del board della Bce, e l'attuale responsabile del dicastero per la Transizione ecologica Roberto Cingolani. Queste sono le figure additate dai leghisti. Draghiani che potrebbero infiltrarsi nelle linee "nemiche". Da Palazzo Chigi, sia detto subito, la circostanza è smentita con nettezza e bollata alla voce di una "ricostruzione fantasiosa". Ma nella Lega, specie fra i senatori e i deputati più vicini a Salvini, la sola idea che Meloni voglia dare continuità all'esperienza di Mario Draghi - mai troppo amato (eufemismo) - incute non poche perplessità. Di più, fastidio. Di lì la battaglia a colpi di fioretto che in questi giorni sta animando la scena: Salvini chiede che vengano ufficializzati i nomi dei ministri prima del voto per stanare l'alleata, Meloni fa piccole concessioni ma è pronta a sottolineare che "da che mondo è mondo le squadre di governo si fanno in base al risultato elettorale".
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I 5 Stelle e la lezione dei traditori
Sinistra e i Verdi avevano l’occasione storica di poter combattere le loro battaglie con un numero di parlamentari che non vedono da anni. Ora che il Pd ha gettato la maschera, mostrando a chi tira la volata da sempre – la Confindustria da cui viene Calenda, il taglio dei servizi pubblici di cui è massimo esempio la riforma della scuola della Gelmini, ecc. – la Sinistra e i Verdi avevano l’occasione storica di poter combattere le loro battaglie con un numero di parlamentari che non vedono da anni. Bastava rivolgersi sul serio ai 5 Stelle, come il leader Fratoianni e Bonelli dicevano mentre trattavano sottobanco con Letta. Andare con i dem, d’altra parte, assicurava dei vantaggi pratici, come l’elezione sicura dei vertici, e così si è scelta la coalizione sedicente progressista. Poi accade che Calenda scassina il Pd, strappando un numero spropositato di collegi (il 30% nonostante i sondaggi diano Azione al 3,6%) e imponendo un programma liberista che schianta qualunque istanza sociale e ambientale.
Sinistra e Verdi hanno capito chi è Letta. Ma anche Conte ha capito che è meglio correre da solo
Non è ancora tempo per cominciare a parlare di programmi nella coalizione che ha in testa Enrico Letta. Il duo Fratoianni-Bonelli ancora non scioglie la riserva e inevitabilmente nella giornata si sono inseguite voci di rottura e di riappacificazione. Nel primo mattino il segretario di Sinistra Italia in un’intervista apre a Conte: “Mi pare che tutti sono disponibili al dialogo – dice a un giornalista del Il Giorno – ma poi non si capisce mai dove lo si costruisce. Se giudicheremo impraticabile o inefficace un accordo con il Pd, e ne discuteremo anche con Europa Verde, per quanto mi riguarda tutte le strade sono aperte. Vedremo”. Meno possibilista appariva il leader dei Verdi che invita a verificare “se ci sono le condizioni per il dialogo con il Pd” ribadendo l’impegno di “parlare di giustizia sociale e climatica e – spiega – sentiamo la responsabilità verso il Paese e per fermare le destre estreme che vogliono cambiare la Costituzione”.
Migranti, diritti e riforme: ecco perché l'Europa teme la vittoria di Meloni
Allarme sulla tutela delle minoranze. Voci di un tour della leader di Fratelli d'Italia a Berlino e Parigi. Via al piano anti-sovranista europeo: 22 paesi pronti all’accoglienza di chi arriva dal Mediterraneo. Forse c’è un modo per disinnescare Giorgia Meloni, la possibile prossima premier italiana che fa paura all’Europa. Su un tema prevedibilmente caldo della campagna elettorale, l’immigrazione, a Parigi, Berlino e Bruxelles lavorano da mesi. E nelle tre capitali si è negoziata e chiusa nelle ultime settimane l’intesa più rilevante da anni. Prima della fine di agosto — e dell’ultimo miglio della campagna elettorale italiana — migliaia di migranti sbarcati sulle coste italiane o greche o spagnole saranno ricollocati in ben 22 Paesi, e non solo Ue: ci sono anche l’Islanda, la Svizzera e altri partner Schengen.
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Carlo seduce e abbandona Matteo. Continua il bestiario elettorale
È giovedì, sembra essere passata un’era ma siamo solo all’inizio della campagna elettorale. Se fosse una serie televisiva sarebbe quasi divertente, solo che qui c’è in gioco il Paese. Ecco il bestiario elettorale di giornata.
IL RITORNO DEL “PARTITO DI BIBBIANO”
Mentre Luigi Di Maio si prepara a candidarsi nelle liste del Pd per assicurarsi un posto in Parlamento, da Bibbiano il segretario dem Stefano Marazzi non le manda a dire: “Inutile negarlo, non nascondo che la nostra comunità locale abbia sofferto tanto e che da Di Maio si aspetterebbe ancora delle scuse”, dice il segretario cittadino. Del resto fu proprio Di Maio del PD che “toglieva i bambini alle famiglie con l’elettroshock per venderseli”. Le scuse forse non arriveranno, Di Maio sicuramente sì.
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Parlamentarie M5S, decise date e regole: chi può candidarsi e chi no
Partiti in marcia verso le elezioni del prossimo 25 settembre. Il Movimento 5 Stelle ha definito date e regole per le "Parlamentarie" ovvero la selezione dei candidati alle politiche dal basso. "L'invio delle proposte di autocandidatura - si legge sul sito del Movimento - sarà possibile dalle ore 14 di venerdì 5 agosto alle ore 14 di lunedì 8 agosto". Le "Parlamentarie" sono un consultazione tramite la quale militanti e simpatizzanti scelgono i candidati. Ognuno dispone di una pagina elettorale con le informazioni anagrafiche, il curriculum e una sua presentazione che può essere consultata prima delle votazioni. "Fatta salva la facoltà del Presidente di indicare modalità e i criteri per la formazione delle liste di candidati, ciascun iscritto, che ne abbia i requisiti, ha il diritto di poter avanzare la propria proposta di autocandidatura" si legge sul sito.
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CONTE: Intervista a TG2 Post 3-8-2022
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Quei cinque no di Fratelli d'Italia al Recovery che l'Europa non dimentica
I sovranisti hanno accompagnato i voti contrari a critiche aspre all'Unione e alla moneta unica. Tenete a mente queste cinque date: 13 ottobre 2020, 15 dicembre 2020, 10 febbraio 2021, 24 marzo 2021 e 27 aprile 2021. Cosa sono? I giorni in cui Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, nelle aule di Camera e Senato e in quella del Parlamento europeo, ha evitato con cura di votare a favore del Recovery Fund.
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