Strage di notte sulle strade da Nord a Sud: morti 11 giovani, 4 feriti gravi
Strage sulle strade italiane, la scorsa notte, da Nord a Sud: si contano dieci morti e quattro feriti gravi. Le vittime erano tutte giovani, a causa della perdita del controllo dei loro mezzi e anche per il maltempo.
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Pd: il tesoretto da 500 milioni dell’ex Pci non si dividerà. La mappa delle 68 fondazioni del PCI
«Io resto dove sono. Non esco, non sono scissionista». Laconico come sempre Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds e senatore dem vicinissimo a Massimo D’Alema. Poche parole che però hanno un impatto non da poco sulla guerra dei beni in corso da nove anni tra ex Ds e Pd. Quando infatti a inizio febbraio lo spettro scissione cominciò a materializzarsi, i Dem pensarono subito a quella cassaforte di 68 fondazioni con dentro 2.399 immobili, 410 opere d’arte e un valore stimato di circa mezzo miliardo di euro (benchè non ci siano dati ufficiali a tal riguardo). Se il deus ex machina delle fondazioni fosse andato con D’Alema e Bersani, i Dem avrebbero corso il rischio di vedere eclissarsi per sempre quel forziere gelosamente custodito da Sposetti. Per questo il tesoriere Pd Francesco Bonifazi è partito lancia in resta proponendo una class action con cui si sarebbe aperta formalmente la guerra a colpi di carte bollate per mettere le mani sulle fondazioni.
Bufera procure, il pg Fuzio anticipa le dimissioni: “Via fra una settimana, il mio ufficio non funziona”
Il Pg della Cassazione, Riccardo Fuzio, anticipa la sua uscita dalla magistratura: doveva restare sino al 20 novembre, lascerà tra una settimana, il 21 luglio. Lo fa con «rammarico»", dopo aver constatato che «non sussistono le condizioni interne per garantire la piena funzionalità della Procura generale» della Cassazione. La decisione é stata comunicata al Csm, al Ministero della Giustizia e ai colleghi della Procura generale. Il 4 luglio scorso Fuzio aveva comunicato al Capo dello Stato la sua decisione di andare in collocamento a riposo anticipato.
"Nei vicoli più facile catturarlo". E la Cassazione libera il pusher. Quella sentenza choc sui "caruggi" di Genova
Sentenza-choc dei giudici della Suprema Corte. Secondo gli ermellini il luogo ove è avvenuto l'arresto dello spacciatore non può essere considerato un'aggravante in quanto non sempre agevola la vendita di droga. Può essere strumento per gli investigatori che conoscono le strade. Una sentenza-choc che finirà inevitabilmente per far discutere a lungo quella della corte di Cassazione. Gli ermellini hanno fatto scarcerare un pusher, beccato fra i vicoli del centro storico di Genova dalla polizia che lo aveva pizzicato con 12 involucri di cocaina.
Fiumi di soldi, blitz e arresti: così la mafia lucra sui migranti
Il lavoro degli inquirenti negli ultimi anni svela come quello dell'accoglienza sia uno dei business più fiorenti per le mafie. Il vero filo conduttore che riguarda tutte le mafie riguarda senza dubbio i soldi: la criminalità organizzata, in ogni parte del mondo, va soltanto lì dove ci sono interessi di natura economica. Un appalto, una fornitura, anche un singolo lavoro per i clan e per ogni gruppo che si rifà ad un consorzio mafioso vuol dire soldi, potere e prestigio ed entra automaticamente nelle sue mire.
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Investita mentre è al cellulare. "E' responsabile all'80%"
Cellulari sul banco degli imputati anche quando si attraversa la strada. Perché la distrazione che deriva dall’uso di telefoni sia quando si è al volante che quando si cammina è tra le principali cause degli incidenti. Per la prima volta si riconosce la responsabilità di un pedone in questo senso. A farlo, il tribunale di Trieste che ha attribuito l’80% della colpa di un incidente stradaleaccaduto nel 2010 alla vittima: una donna che è stata investita perché secondo i giudici aveva attraversato la strada ‘parlando al cellulare e senza preventivamente guardare se stessero sopraggiungendo altri veicoli’.
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La Libia libera i migranti: esodo in vista
Rilasciati i 350 del centro bombardato da Haftar. Il governo pensa di chiuderli tutti: quattromila persone pronte a partire. Il governo del premier libico Fayez al Sarraj ha liberato 350 migranti che erano rinchiusi nel centro di detenzione di Tajoura. La struttura è quella colpita la settimana scorsa da un raid dell'aviazione del generale Khalifa Haftar che ha provocato 53 morti. Lo si è appreso da un tweet dalla filiale libica dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).
Trump non può bloccare i follower su Twitter che lo criticano
Una corte federale di New York ha stabilito che il presidente non può bloccare gli utenti su Twitter. I giudici: «Zittire gli utenti viola il Primo emendamento». Donald Trump non può bloccare chi lo critica e impedirgli di essere un suo follower su Twitter. Una corte d’appello federale di Manhattan ha confermato la sentenza di un giudice distrettuale. «Il Primo emendamento della costituzione non consente ad un pubblico ufficiale, che utilizza un account sui social media per ogni genere di scopi ufficiali, di escludere persone da un dialogo online aperto perchè esprimono vedute divergenti», ha scritto il giudice Barrington D. Parker nella sentenza unanime della corte.
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Sea Watch, Matteo Orfini e Maurizio Martina multati per essere saliti a bordo: "Non è un Paese normale"
Multati per aver trasgredito la legge. Si parla dei piddini Matteo Orfini e Maurizio Martina, i quali sono stati sanzionati nelle ultime ore per un fatto che risale a mesi fa, quando salirono a bordo della Sea Watch 3 nonostante il blocco che era stato imposto. Tutto normale, ma non per loro. Non a caso, su Facebook, Orfini scrive: "In questo Paese accadono cose inquietanti che non possiamo rassegnarci a considerare normali". Il piddino, nella mattinata di oggi, martedì 9 luglio, a Siracusa ha chiesto, assieme a Maurizio Martina, di essere ascoltato dalla Capitaneria di Porto, per ricordare che "a gennaio salimmo sulla Sea Watch 3 bloccata dal governo al largo di Siracusa. E fummo denunciati per questo. Violazione dell’articolo 650 del codice penale. L’accusa è di aver disobbedito a un divieto di avvicinamento alla nave. E mesi dopo siamo stati multati. L’accusa è di non aver osservato le norme di polizia relative alla libera pratica sanitaria", sottolinea.
"Pronto, Sea Watch. È partito un gommone da Zuara". Alleanza con gli scafisti, la telefonata-bomba incastra la ong?
Questa volta c'è "ciccia"? Si parla dei presunti rapporti tra ong e scafisti, da tempo nel mirino di Matteo Salvini, il quale ha infatti sganciato la bomba: "I magistrati hanno elementi concreti su telefonate fatte dagli scafisti a una ong dalla Libia". Così ieri, martedì 9 luglio, il ministro dell'Interno in televisione. Il punto è che, svela sempre il leader della Lega, un libico ha chiamato per errore il Centro di coordinamento delle Capitanierie di porto di Roma, il Mrcc, credendo di parlare con Sea Watch. L'uomo parlava in inglese: "Pronto, Sea Watch? È partito un gommone da Zuara".
Ora il migrante smonta la Alex: "Il viaggio? È stato perfetto...". Ma l'ong ha usato lo "stato di necessità"
Uno dei migranti a bordo della Alex non parla di "condizioni estreme a bordo". E a chi gli chiede del viaggio dà una risposta che spiazza. Sarim Karafae, 19 anni, somalo, è uno dei migranti sbarcati dalla Alex. La storia del veliero di Mediterranea ormai è nota. L'imbarcazione con 42 migranti a bordo ha forzato il blocco imposto dal Viminale, ha ignorato l'at intimato dalle motovedette ed è entrata nel porto di Lampedusa per lo sbarco. Un atto di forza quello dell'ong che è costato a Mediterranea un'indagine a carico del comandante e del capo missione e una pesante sanzione.
Aerei da pattugliamento e radar. Ecco il piano segreto anti-sbarchi
Si delinea la strategia del governo per dare supporto alle Guardie costiere di Libia e Tunisia. La Marina militare da sola non riesce a tenere sotto controllo il Mediterraneo e perciò si ricorrerà anche all’Aeronautica. Oltre le navi che già presidiano il mare a sud della Sicilia, saranno schierati aerei-radar, droni e aerei da pattugliamento. L’obiettivo sono i soliti barconi e barchini che partono da Libia e Tunisia. Questo il piano segreto di Matteo Salvini, condiviso dall’intero governo, per frenare le partenze dei clandestini e aiutare in maniera sostanziale le due Guardie costiere, quella libica e quella tunisina, le sole che possono operare nelle rispettive acque territoriali, ma non hanno una tecnologia all’altezza, occorre un salto di qualità.
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Via la patente a chi guida col cellulare
Approvato in Commissione il nuovo Codice della strada. Il M5S: altro passo verso la mobilità sostenibile. Via libera - con molte novità ed emendamenti - da parte della Commissione Trasporti di Montecitorio al nuovo Codice della strada. Adesso la parola spetta all’Aula di Montecitorio, dove potrebbero essere inserite altre modifiche, e cancellate quelle appena approvate; poi la norma approderà al Senato per la seconda lettura. «Oggi è stato fatto un ulteriore passo in avanti in tema di mobilità sostenibile e miglioramento degli spostamenti dei cittadini - dice il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Michele Dell’Orco, del Movimento Cinque Stelle - sono soddisfatto del lavoro fatto con i parlamentari e auspico che il Parlamento possa licenziare in autunno questa importantissima legge».
Evasione fiscale, così l'Unione Europa ci ruba 8 miliardi: soldi buoni per fare una manovra
Uno scippo che vale dai 5 agli 8 miliardi l' anno. A far di conto è il presidente dell' Antitrust, Roberto Rustichelli, che non utilizza certo giri di parole: la concorrenza fiscale tra i diversi partner dell' Unione europeo, oltre a «minare la fiducia nel mercato unico», penalizza in particolare l' Italia con un danno annuo stimato fino a 8 miliardi. Una rapina fiscale data dalla concorrenza di imposizione fiscale privilegiata che favorisce le imprese invitandole a trasferire la residenza fiscale della società per mettere a bilancio importanti sconti di tasse. A livello mondiale - stima l' Autorità sulla concorrenza - l' erosione vale oltre 500 miliardi l' anno. Insomma, un prelievo occulto sulla contabilità degli Stati da non tralasciare.
Sea Watch 3 e Carola Rackete da fermare: ecco perché l'Italia rischia la sostituzione islamica
Mentre sul destino giudiziario del capitano della Sea Watch, Carola Rackete, si consuma l'ennesimo scontro fra l'autorità politica e la sfera della giurisdizione - sullo sfondo di stucchevoli polemiche prodotte da una sinistra convinta che la soluzione del problema consista nell' accoglienza indiscriminata di massa - vale la pena di fare uno sforzo per andare oltre la cronaca delle ultime ore, cercando di leggere il fenomeno della "grande migrazione" secondo canoni meno improvvisati e più ancorati alla storia delle idee della civiltà democratico-liberale.
Anche il Papa attaccato sui social: "I migranti e rifugiati accoglili tu in Vaticano"
Insulti e invettive sotto il post pubblicato sul profilo Twitter del Pontefice in cui invitava alla solidarietà verso i migranti. Alla barbarie di messaggi di hater sui social non sfugge nemmeno il Papa. I commenti a un tweet pubblicato dall'account ufficiale di Bergoglio - in cui invita all'accoglienza e alla solidarietà linkando un'iniziativa della Caritas, Gwa18, che propone di donare un pasto o dare ospitalità a migranti e rifugiati - sono quasi tutti dello stesso tenore: "Ospitali tu in Vaticano" fino a "Pensa anche agli italiani, non solo agli immigrati".
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Cara Chiesa, quanto ci costi! E conoscere il meccanismo dell'8xmille
Pochi italiani sanno esattamente quanti soldi vengono regalati dallo Stato alla Chiesa Cattolica grazie al meccanismo dell’otto per mille (abbreviato in 8xmille). Si tratta della quota di Irpef che lo Stato italiano distribuisce, in base alle scelte effettuate nelle dichiarazioni dei redditi, fra se stesso e le confessioni religiose che hanno stipulato un’intesa. L’8xmille è stato introdotto dall’articolo 47 della legge n. 222 il 20 maggio 1985, durante il primo governo Craxi; lo stesso che – il 18 febbraio del 1984 – aveva firmato l’accordo noto come “Craxi-Casaroli” (quest’ultimo, all’epoca, segretario di Stato Vaticano). Un accordo che aveva abolito la congrua (lo stipendio pagato dallo Stato ai preti), sostituendola con l’autofinanziamento da parte dei fedeli grazie al meccanismo dell’8xmille. Per la legge del 1985 i contribuenti non sono tenuti ad esercitare obbligatoriamente l’opzione per la destinazione dell’8xmille; ma anche l’8xmille del gettito fiscale di chi non effettua tale scelta viene ripartito tra i soggetti beneficiari, in proporzione alle scelte espresse.
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Perché il Vaticano non vende i suoi Tesori per Aiutare i Poveri?
Negli ultimi anni questa domanda è stata sempre più impellente e si crede con certezza che il Vaticano accumuli tesori senza dare niente in cambio al mondo. Quando si parla di tesori del Vaticano ci si riferisce al patrimonio immobiliare e artistico di cui è proprietario. Il patrimonio è posseduto dall’APSA, che è l’organo a cui spetta di amministrare i beni di proprietà della Santa Sede destinando così i fondi necessari all’adempimento delle funzioni della Curia romana. La Segreteria per l’Economia si occupa invece di vigilare le finanze di ognuno dei Dicasteri presenti così come sull’APSA. Dalla COSEA, la commissione interna voluta da Papa Francesco per fare luce sulle finanze del Vaticano, ha rivelato che il patrimonio immobiliare che appartiene alla Santa Sede avrebbe un valore stimato di 4 miliardi di euro, ma che serve proprio per far funzionare gli uffici della curia romana e che “frutta” soltanto 88 milioni di euro.
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Se il Vaticano ha così tanti soldi perché allora non… ? Sette fatti da conoscere sulle finanze della Chiesa
Probabilmente con amici o conoscenti, o durante una cena, vi sarà toccato di rendere conto del Papa, della Verginità di Maria, del celibato sacerdotale, e di confutare tutte le versioni distorte delle dichiarazione del Papa che compaiono nei tabloid o in TV. E in mezzo a questi mucchi di roba, c’è sempre qualcuno che con grande sicurezza afferma: Il Vaticano è l’istituzione più ricca che esista, se vendesse tutto quello che ha, potrebbe eliminare la povertà nel mondo. È vero che il Vaticano ha più potere economico di giganti mondiali come Walmart, Apple o Coca Cola? La rivista Fortune, specializzata in argomenti economici, ha pubblicato un articolo in cui respinge l’idea della “grande ricchezza del Vaticano”. Afferma al contrario che il Vaticano non si trova nemmeno tra i 500 più ricchi, nella sua famosa lista “Fortune 500”.
Un italiano su due vuole uscire dall'Ue
Cresce l'apprezzamento per l'Unione europea nella maggior parte degli Stati europei. Non in Italia, però, che si piazza in fondo all'elenco dei paesi che ritengono che l'Ue sia stata vantaggiosa per loro, preceduta dal Regno Unito. Lo rivela l’ultimo sondaggio Eurobarometro condotto tra l'8 e il 26 settembre scorso da Kantar Public tra 27.474 cittadini europei di 16 anni e oltre, in tutti e 28 gli Stati membri. Secondo i dati del sondaggio è il 68% degli europei a pensare che il proprio Paese abbia tratto beneficio dall’appartenenza all’Ue. E se si dovesse votare per restare in Europa il 66% direbbe di sì. Ma non è così per gli italiani: solo il 44% voterebbe sì.
Per il Nobel Stiglitz l'Italia deve uscire dall'euro: "I vantaggi sono chiari"
Secondo l'economista lasciare la moneta unica non sarebbe necessario se la Germania non impedisse le riforme necessarie e permettesse di ridurre l'austerità, ma in questa situazione tornando alla lira "i benefici probabilmente supererebbero i costi". La zona euro avrebbe bisogno di una riforma radicale, ma visto che questa non ci sarà a causa dell'opposizione di Berlino, l'Italia farebbe bene a uscire dalla moneta unica, una mossa rischiosa ma che porterebbe vantaggi “chiari, lineari e considerevoli”. Il suggerimento arriva dal premio Nobel all'Economia Joseph Stiglitz, che ha scritto una lunga analisi su Politico in cui, partendo dalla considerazione che Matteo Salvini e Luigi Di Maio fanno bene a richiedere una forte riforma dell'Europa, elenca quelli che ritiene essere i vantaggi dell'abbandono dell'euro per il nostro Paese.
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Il piano di Salvini contro le Ong italiane: togliere le navi per i soccorsi
Il Viminale pensa di inserire nel DL Sicurezza una norma contro le Ong italiane, come Mediterranea di Luca Casarini. Matteo Salvini non vuole un caso Sea Watch 3 bis e una nuova "Capitana" dopo Carola Rackete. Ecco perché il ministro dell'Interno è al lavoro per inserire nel decreto Sicurezza una nuova norma contro le Ong italiane, come Mediterranea di Luca Casarini, l'ex leader no-global, oggi pasdaran dell'accoglienza a tutti i costi. I tecnici del Viminale avrebbero studiato e messo a punto una modifica al testo, che dovrà essere poi approvato in Parlamento.
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Roma affoga, Raggi e Zingaretti litigano La sindaca: "Siamo in attesa che la Regione trovi gli impianti". Il governatore: "Si vergogni per la sua arroganza".
Rifiuti ancora in strada, ennesima querelle fra il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che si inserisce nel caos bacchettando i due litiganti. Questa è la sintesi della ennesima giornata di passione sulle strade cittadine. Mentre una infinità di zone della città lamentano una situazione catastrofica per la quantità di rifiuti ammucchiati intorno ai cassonetti, Raggi e Zingaretti continuano a scambiarsi colpi di sciabola. Parte la Raggi: «Sono le 15.30 del 4 Luglio e siamo ancora in attesa che la Regione Lazio firmi un'ordinanza, ossia quel documento che consente ad Ama di trovare degli impianti dove portare i rifiuti. In altri termini i camion di Ama girano per la città, raccolgono i rifiuti che riescono a portare da qualche parte e il grosso rimane in terra perché materialmente non sappiamo dove portare i rifiuti.
Pd-Cgil, qualcosa si è rotto
Secondo una ricerca Ipsos, il 40% degli iscritti alla Cgil avrebbe scelto la Lega e il Movimento Cinque Stelle alle ultime elezioni politiche. È evidente che qualcosa si è rotto nel rapporto fra il centrosinistra e il Pd, da un lato, e i lavoratori e ceti deboli con i relativi sindacati di rappresentanza, dall’altra parte, in specie la Cgil. La prima spiegazione che viene in mente è che dietro questa rottura c’è un fatto recente. Infatti, durante la sua segreteria, Matteo Renzi ha attaccato quotidianamente i sindacati tutti, ma soprattutto la Cgil, e i sindacati hanno risposto così, votando Lega e M5S. In realtà, non si può dare tutta la responsabilità a Renzi, poiché ci sono stati conflitti fra il centrosinistra e i sindacati che si sono incancreniti nel corso almeno degli ultimi due decenni; ma è indiscutibile che Renzi, appena insediatosi come Segretario del Pd, senza un motivo apparente ha cominciato ad attaccare un giorno sì e l’altro anche sia la Cgil che l’allora Segretaria generale, Susanna Camusso. Questo è un dato di fatto.
'Il Pd calpesta il dl sicurezza e regala milioni all'accoglienza'. A ogni immigrato fino a 1000 euro al mese
La denuncia di Fratelli d'Italia: "Per ogni immigrato verranno stanziati da 600 a 1000 euro al mese. Il governatore disobbedisce alla legge utilizzando soldi pubblici". "Il governatore Rossi e il Partito democratico calpestano il decreto sicurezza e regalano quattro milioni per far ripartire il business dell'accoglienza immigrati". La denuncia arriva da Fratelli d'Italia con il deputato Giovanni Donzelli e il capogruppo in Consiglio regionale della Toscana Paolo Marcheschi. Da quanto si apprende da FdI, Rossi aveva già annunciato provvedimenti per aggirare il decreto Salvini. E ora è arrivata la legge. "Oggi in Regione Toscana la commissione ha approvato una legge con cui si vogliono restituire le risorse tagliate per i Cas (Centri di accoglienza straordinaria) con i soldi dei cittadini che, per di più, finiranno per accogliere gli immigrati che secondo il Dl sicurezza sono in attesa di rimpatrio e quindi clandestini", hanno dichiarato i due in una nota congiunta. "Si tratta di quattro milioni che consentono alle cooperative e agli altri soggetti dell'accoglienza di ripresentare domanda ai bandi. Quattro milioni per accogliere clandestini", hanno spiegato a ilGiornale.it.
Sea Watch, quello che non torna nell'ordinanza del gip su Carola Rackete
Le motivazioni della non convalida dell'arresto della Rackete non convincono ex magistrati e addetti ai lavori: ecco perché. C'è qualcosa che non torna nell'ordinanza del gip Alessandra Valle in merito alla non convalida dell'arresto di Carola Rackete, comandante della Sea Watch. E non parliamo solo delle cinque anomalie ben spiegate sul Giornale da Fausto Biloslavo. Parliamo anche e soprattutto della giustizia in generale, della discrezionalità del giudice e del rispetto delle leggi di un paese. In questi giorni ex magistrati, docenti di diritto e addetti ai lavori stanno esprimendo la propria opinione sulla decisione del giudice di Agrigento. E, a parte un intervento scritto da Andrea Natale, giudice del Tribunale di Torino, sul periodico di Magistratura democratica (guarda caso la corrente di sinistra delle toghe), gli altri interventi vanno tutti nella direzione opposta a quella sentenziata dalla Valle. E basta questo a far storcere il naso. Ma andiamo avanti.
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Cinque anomalie in una sentenza. L'impunità oggi è "umanitaria"
La capitana giustificata in punta di diritto «per aver agito in adempimento di un dovere». Ma la realtà è diversa. «Impunità» umanitaria sono le prime parole che vengono in mente dopo la lettura dell'ordinanza del giudice per le indagini preliminari, Alessandra Vella, che ha fatto tornare Carola Rackete libera e bella. La capitana viene di fatto giustificata, in punta di diritto, «per avere agito in adempimento di un dovere» ovvero di fare sbarcare ad ogni costo i migranti in Italia.
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Il caso Rackete non è chiuso: un atto incastra la capitana
I pm non si arrendono: "L'indagine andrà avanti a lungo". Pronta la strategia per incriminare l'Ong e la comandante. Sul caso riguardante Carola Rackete la parola più diffusa, a commento della decisione del Gip Alessandra Vella, è quella di “sentenza”: su molte testate, così come sui social, si parla di sentenza che scarcera la giovane capitana della Sea Watch 3. Ma in realtà, quella emessa nella giornata di martedì, altro non è che la decisione relativa al provvedimento di custodia cautelare. Dovrebbe essere superfluo sottolineare tutto ciò, ma invece sembra essenziale per capire meglio i termini della vicenda.
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Martina Minchella, la segretaria del Pd di Viterbo, passa alla Lega
Da segretaria comunale del Partito democratico a punta di diamante della Lega? Sembrava fantapolitica e invece presto potrebbe diventare realtà. Nel destino di Martina Minchella, già esponente di spicco del Pd di Viterbo nonché donna di fiducia dell'ex ministro Giuseppe Fioroni, si vede sempre più vicino il matrimonio con il partito di Matteo Salvini. Voci insistenti assicurano che ieri sera il gotha della Lega viterbese, capitanata dal senatore Umberto Fusco, si sarebbe riunito per discutere non tanto dell'opportunità di accogliere a braccia aperte quella che per anni è stata una nemica politica, bensì dei tempi.
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Matteo Renzi condannato dalla Corte dei Conti della Toscana per danno erariale. E c’è un altro procedimento aperto
Da presidente della Provincia di Firenze, nel 2005, secondo i giudici contabili, aveva nominato un collegio di direzione invece di un singolo dg: "Deve 15mila euro allo Stato". E ha ricevuto un invito a dedurre per scelta di due collaboratori privi di laurea per il suo staff quando era sindaco di Firenze. Il suo legale: "Faremo appello. L'altro procedimento? Inspiegabile". Matteo Renzi è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti della Toscana per un danno erariale di 15mila euro. Da presidente della Provincia di Firenze, nel 2005, secondo i giudici contabili, aveva nominato un collegio di direzione provinciale invece di un singolo direttore generale.
Sicilia: 80 milioni per censire gli immobili. Ma la Regione non ha la password dell’archivio
La vicenda del riordino delle proprietà regionali risale a Cuffaro e venne bocciata dalla Corte dei conti. Ora la scoperta: a causa di un contenzioso la banca dati è inaccessibile. “Non disponiamo delle credeziali”. Quel censimento, compiuto oltre dieci anni fa, costò alla Sicilia oltre 80 milioni di euro. Ma i risultati di quel lavoro sono custoditi in una banca dati che la Regione, che allora sborsò i soldi, non può consultare. Il motivo? Non dispone della password. Il caso salta fuori durante una seduta d’Aula dell’Assemblea regionale siciliana. Il governo, infatti, ha deciso di inserire in una legge attualmente in discussione nel parlamento dell’Isola, una norma che attribuisce agli uffici della pubblica amministrazione il compito di censire il patrimonio immobiliare siciliano.
Quando Ursula von der Leyen propose di usare le riserve auree come garanzie
Nel 2011 l’esponente della Cdu, nominata dai Ventotto alla guida della Commissione, espresse posizioni rigoriste sulle condizioni per concedere i prestiti agli Stati. Infuriava la crisi del debito sovrano. Era il 23 agosto 2011 quando Ursula von der Leyen espresse una posizione da “falco” che venne sconfessata dal suo stesso Governo. In un’intervista alla televisione tedesca Ard l’allora ministro del Lavoro dell’Esecutivo Merkel disse che futuri salvataggi della zona euro avrebbero dovuto essere garantiti con riserve auree o quote di aziende di Stato. Il dibattito riguardava la Grecia, che soltanto un anno prima, nel maggio 2010, aveva ricevuto un bailout da 110 miliardi di euro. La Finlandia non si fidava delle riforme greche e chiedeva collaterali ad Atene per contribuire ai pagamenti del salvataggio deciso dalle istituzioni europee e dal Fondo monerario internazionale.
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